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L’oppositore russo Aleksej Navalnyj, detenuto in una colonia penale, ha annunciato un sciopero della fame chiedendo l’accesso ad assistenza sanitaria e denunciando la “tortura” di cui soffre a causa della privazione del sonno. “Dichiaro lo sciopero della fame per domandare l’applicazione della legge e perché lascino che mi visiti un medico esterno”, ha scritto Navalnyj sul suo profilo Instagram.

182345061 808da7b0 ac8d 4b6b ae99 1f81fe5b0caf - Russia, l'oppositore Navalnyj annuncia lo sciopero della fame in carcere
La foto della dichiarazione scritta a mano e del post su Instagram con cui Navalnyj ha annunciato lo sciopero della fame (reuters)

“La Russia del 2021: per ricevere le cure mediche che ti spettano per legge devi indire uno sciopero della fame”, ha commentato su Twitter la portavoce Kira Jarmish, agli arresti domiciliari e ufficialmente senza accesso a Internet.

Nei giorni scorsi i collaboratori e i legali dell’attivista anti-corruzione avevano lanciato l’allarme dicendo di temere per il suo stato di salute e la sua vita. “Per me il suo stato di salute è ovviamente estremamente problematico”, aveva detto alla tv indipendente Dozhd l’avvocata Olga Mikhailova.

I dolori alla schiena e alla gamba

L’oppositore soffrirebbe di “forti dolori” alla schiena e alla gamba destra e la scorsa settimana sarebbe stato sottoposto a una risonanza magnetica presso un “ospedale pubblico” senza però ricevere una diagnosi. Un neurologo gli avrebbe prescritto il solo ibuprofene, un comune antifiammatorio.

“Il mal di schiena si è spostato alla gamba. Aree della mia gamba destra e ora la mia gamba sinistra hanno perso sensibilità. Scherzi a parte, è noioso”, continua Navalnyj oggi nella sua dichiarazione, aggiungendo di passare il suo tempo sdraiato sul letto.

Le autorità, denuncia inoltre, si rifiutano di dargli altri libri a parte la Bibbia. “Gli altri detenuti dicono solo: Aleksej, mi dispiace, ma abbiamo solo paura (…) La vita di un prigioniero vale meno di un pacchetto di sigarette”, scrive Navalnyj.

“Mi privano del sonno, è un uso de facto della privazione del sonno come tortura”, aveva scritto Navalnyj nei giorni scorsi, precisando di essere svegliato “otto volte a notte” dai suoi carcerieri e chiedendo di “ricevere cure”.

Il Servizio penitenziario federale (Fsin) della regione di Vladimir, vicino a Mosca, dove è imprigionato Navalnyj, aveva smentito problemi di salute assicurando che erano state effettuate visite mediche e che le condizioni di Navalnyj erano state “considerate stabili e soddisfacenti”. “Non seguiamo il caso, il monitoraggio della salute dei prigionieri è di competenza delle autorità penitenziarie”, aveva dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.

La colonia penale di Pokrov

Navalnyj è detenuto nella colonia penale di Pokrov, 100 chilometri a Est di Mosca, una delle carceri più dure della Federazione. L’oppositore lo aveva paragonato a un “campo di concentramento” e la sua vita quotidiana a quella di uno Stormtrooper nel “remake russo di Guerre Stellari”.

Lunedì Navalnyj aveva anche affermato di aver ricevuto otto ammonizioni in solo due settimane di detenzione per essersi “alzato dal letto 10 minuti” troppo presto o per essersi “rifiutato di partecipare” agli esercizi fisici mattutini obbligatori e che perciò rischia di essere trasferito in una cella d’isolamento.

L’avvelenamento da Novichok

Il quarantaquattrenne Navalnyj è sopravvissuto ad un avvelenamento da Novichok nell’agosto scorso. Finito in coma e trasferito in Germania, dopo cinque mesi di convalescenza, lo scorso gennaio era rientrato a Mosca, ma era stato arrestato non appena atterrato. Condannato in febbraio a due anni e mezzo di carcere per un caso di frode risalente al 2014 giudicato “motivato politicamente” dalla Corte europea per i diritti umani, è detenuto dall’inizio di marzo nella colonia penale Pokrovskaya Ik-2, a 100 chilometri dalla capitale russa.

Fonte: Repubblica

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