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Per rispondere a Joe Biden, Vladimir Putin ha rispolverato un detto infantile. “Da bambini quando litigavamo, dicevamo: ‘Chi lo dice lo è cento volte più di me'”, ha commentato dopo che il presidente statunitense aveva annuito alla domanda di un giornalista di Abc News che gli chiedeva se ritenesse che il leader del Cremlino fosse un “killer”. E poi ha aggiunto di augurare al suo omologo “salute, senza ironia”.

E la salute è lo stesso argomento cavalcato dall’ex presidente e primo ministro russo Dmitrij Medvedev, oggi vice segretario del Consiglio di Sicurezza russo: “Posso solo ricordare una citazione del dottor Freud. Nella vita non c’è niente di più costoso della malattia e della stupidità”.

La replica di Putin

“Non è solo un modo di dire per bambini, uno scherzo, vi è un significato psicologico molto profondo in questo. Vediamo sempre nell’altro le nostre stesse qualità e pensiamo che sia come noi. E basandoci su questo giudichiamo le sue azioni”, ha precisato Putin, snocciolando i crimini di cui si sarebbero macchiati gli Stati Uniti, dai massacri delle popolazioni indigene durante la conquista del continente americano alla schiavitù e all’uso della bomba atomica fino al razzismo odierno che ha fatto nascere il movimento afroamericano di Black Lives Matter.

Il futuro delle relazioni Usa-Russia

Nonostante la crisi, Putin non ha escluso di continuare a collaborare con gli Stati Uniti, cosa che del resto aveva fatto lo stesso Biden. Possiamo “camminare e masticare gomme nello stesso tempo”, aveva detto il leader Usa all’Abc, citando come esempio positivo il rinnovo del trattato New Start sul disarmo nucleare.

Putin gli ha fatto eco: “Gli Stati Uniti e la loro leadership basano le loro relazioni con noi sulle questioni di loro interesse e alle loro condizioni. Pensano che siamo uguali, ma non è così. Abbiamo un codice genetico, culturale e morale diverso, ma sappiamo difendere i nostri interessi. Lavoreremo con loro, ma sui fronti che ci interessano e alle condizioni che riteniamo vantaggiose per noi”. E ancora: “Dovranno tenerne conto, malgrado facciano di tutto per bloccare il nostro sviluppo. Malgrado le sanzioni, e le offese, dovranno tenerne conto”.

E a riprova della sua volontà di mantenere aperto il dialogo, Putin ha poi detto all’emittente Rossija-24 di essere pronto ad avere una telefonata con il presidente americano, Joe Biden. “Voglio andare nella taiga a rilassarmi un pò questo fine settimana. Quindi, potrà essere o domani o lunedì. Siamo pronti per qualsiasi momento conveniente per la parte americana”.
La tensione ha registrato un picco ieri dopo che Biden ha definito Putin “un killer”, promettendo che la Russia pagherà caro le interferenze nelle elezioni Usa del 2020. Affermazioni respinte dal Cremlino, che ha richiamato l’ambasciatore da Washington.

Il richiamo dell’ambasciatore

Ieri Mosca aveva richiamato in patria l’ambasciatore russo a Washington, Anatolij Antonov. Non succedeva dal 1998. “Per noi la cosa importante è capire in che modo è possibile correggere i legami russo-americani, così in difficoltà, condotti in sostanza da Washington in un vicolo cieco. Non vorremmo permettere un degrado irreparabile”, aveva spiegato in una nota il ministero degli Esteri.

Fonte: Repubblica

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