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Già all’alba di lunedì 28 giugno, la colonna di fumo nera era ben visibile a tutti i pendolari che percorrono quotidianamente la statale 89 nel tratto tra San Severo e Apricena. Un vasto incendio, che non si esclude possa essere di natura dolosa, ha incenerito centinaia di ecoballe costituite prevalentemente da rifiuti di materiale plastico e carta, ammassate in un deposito di un’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria dopo un sequestro eseguito dai militari del Noe di Bari nel 2017.

162559361 939c34c0 17cc 4a8d 9e51 d178a70a14f4 - San Severo, incendio distrugge centinaia di ecoballe. L'allarme del sindaco: "Rischio ambientale"
La colonna di fumo visibile dalla statale 89 

Le fiamme sono divampate intorno alle 4,30. L’odore intenso e pungente si è propagato subito dopo. I primi a intervenire sono stati i vigili del fuoco che sono riusciti a spegnere l’incendio solo nella tarda mattinata. Ora si passerà alle operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’intera area. Al lavoro soprattutto i tecnici del 115  e i carabinieri che dovranno stabilire con certezza le cause che hanno scatenato le fiamme.

Nel corso della mattinata sono stati allertati anche gli uomini dell’Arpa per effettuare una campionatura sui fumi sprigionati a seguito della combustione. Dai primi risultati, al momento, sembra non ci sia pericolo di possibili nubi tossiche. Nonostante ciò il sindaco di San Severo Francesco Miglio si dice molto preoccupato per la salute dei suoi concittadini.

Ha infatti inviato una lettera al neoprefetto di Foggia Carmine Esposito con la quale lo invita a convocare urgentemente un tavolo tecnico per fronteggiare questa che – a dire di Miglio – “rappresenta una nuova emergenza per il territorio”. Di fatto Miglio è particolarmente preoccupato perché a poche decine di metri dal luogo dell’incendio c’è un grande numero di ecoballe, frutto di un altro sequestro compiuto nell’aprile 2021, dalla Guardia di Finanza, a seguito di un procedimento penale diretto dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Pertanto secondo il primo cittadino c’è l’urgenza di rimuovere “l’ingente quantitativo di materiale tossico sequestrato che, qualora dovesse essere ulteriormente oggetto di incendi – di origine probabilmente dolosa – arrecherebbe danni irreparabili anche al settore agroalimentare, elemento fondamentale della economia locale, ed alla sicurezza di tutti”.

Ma non è tutto perché a destare ulteriori perplessità al sindaco Miglio è anche la presenza di un capannone in Zona Cip e che si estende su  500 metri quadrati, dove risulterebbero essere stipate circa 650 tonnellate di ecoballe, anche queste poste sotto sequestro da qualche anno. Insomma il primo cittadino auspica che il tavolo tecnico sia convocato al più presto, prima che possa scoppiare una vera e propria bomba ecologica.

Fonte: Repubblica

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