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Le aziende sanitarie e ospedaliere toscane con tagli e risparmi hanno recuperato circa cento milioni di euro in quattro mesi. Ieri mattina 16 ottobre c’è stato un incontro in assessorato alla Salute con tutti i direttori generali nel corso del quale sono stati fatti i conti. La situazione è ancora molto difficile, ma gli interventi hanno avuto il loro effetto.

La sanità toscana partiva da uno sibilancio tra i 4 e i 500 milioni di euro. Adesso si sarebbe arrivati intorno ai 350. La strada per uscire dalla crisi non è lunga come sembra. L’obiettivo dell’assessorato alla Sanità è infatti quello di recuperare di qui a fine anno altri cinquanta milioni e arrivare a trecento di passivo. A quel punto sarebbe messa in piedi un’operazione per chiudere in pareggio. Intanto si aspettano soldi dallo Stato.

Da Roma nel 2021 non sono arrivati fondi per il Covid, al contrario dell’anno scorso. Tutte le spese per i servizi incrementati o creati apposta per la pandemia sono state sostenute dalle amministrazioni regionali. Per questo il presidente della Conferenza Stato Regioni Massimiliano Fedriga ha scritto al ministro alla Salute Roberto Speranza per chiedere circa 2,5 miliardi di euro per coprire i maggiori costi.

Da questo punto di vista tutte le amministrazioni locali hanno problemi. Per la Toscana significherebbe ricevere circa 150 milioni. Gli altri 150 che mancano a quel punto potrebbero arrivare dal bilancio della regione. L’anno scorso il presidente Eugenio Giani ha dato 100 milioni alla sanità, quindi non molti meno di quelli che potrebbero essere necessari quest’anno.

Ovviamente per chiudere in pareggio dovrebbero andare bene una serie di cose, intanto il taglio delle Asl e poi soprattutto la disponibilità del governo a tirare fuori 2,5 miliardi di euro da aggiungere al fondo sanitario nazionale. Per questo in assessorato non hanno intenzione di interrompere le misure di contenimento delle spese una volta raggiunto il limite dei 300 milioni.

La Toscana è in difficoltà per le spese legate al Covid che non riguardano soltanto il personale ma anche l’acquisto di beni e servizi e pure dei farmaci. Va detto che la Toscana è la regione che ha assunto il maggior numero di operatori sanitari, tanti dei quali a tempo indeterminato.

Gli organici oggi sono più numerosi di due anni fa, ma è anche vero che l’attività sanitaria è aumentata a causa della pandemia. Probabilmente c’è bisogno di un intervento strutturale da parte dell’esecutivo per evitare che le ricadute della pandemia continuino a produrre problemi ai conti della sanità ancora per anni. Prospettive a parte, la Toscana cerca di evitare uno sbilancio che sarebbe storico, visto che la sanità regionale qui non è mai finita in rosso.

Fonte: Repubblica

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