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scandalo sessismo e molestie nel gigante francese dei videogiochi ubisoft rimossi tre dirigenti - Scandalo sessismo e molestie nel gigante francese dei videogiochi Ubisoft, rimossi tre dirigenti

PARIGI – Scandalo per accuse di sessismo e molestie in uno dei giganti dei videogiochi, Ubisoft. Il gruppo francese – numero tre mondiale – ha dovuto cambiare i suoi vertici dopo un’inchiesta di alcuni media francesi, tra cui il quotidiano Libération, che hanno evidenziato comportamenti illeciti contro le dipendenti e un maschilismo che – secondo alcuni – si rispecchia anche dei videogiochi prodotti, tra cui alcuni dei più popolari come Assassin’s Creed, Rayman, The Crew. In un comunicato Ubisoft ha annunciato l’uscita di Serge Hascoët, chief creative officer, ruolo che ora sarà ricoperto direttamente dal Ceo del gruppo Yves Guillemot

“Ubisoft non è stata in grado di garantire ai suoi dipendenti un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo”, ha ammesso Guillemot che fa parte della famiglia che ha fondato il gruppo francese nato nel 1986. Qualche settimana fa, Libération aveva raccolto diverse testimonianze di dipendenti dopo che già a fine di giugno dei racconti anonimi di dipendenti o ex dipendenti di Ubisoft erano apparsi su Twitter a proposito di comportamenti illeciti di dirigenti degli studi di produzione Ubisoft a Toronto e Montreal, ma anche in Brasile, Bulgaria e Stati Uniti. Una lavoratrice aveva spiegato che un collega le aveva chiesto un rapporto orale mentre lavorava nel suo ufficio, un’altra aveva riferito che un direttore creativo dello studio di Montreal le aveva “leccato la faccia” durante una festa aziendale. 

Da allora, sono arrivate nuove testimonianze con denunce più o meno gravi, alcune con possibili risvolti legali, che delineano un quadro pesante per l’immagine del gruppo presentato nei racconti come un “boy’s club” in cui qualsiasi eccesso verbale e fisico, o quasi, è tollerato. “Qualsiasi comportamento tossico – ha commentato Guillemot – è in totale opposizione ai valori con i quali non scenderemo mai a compromessi”. Anche il dirigente canadese di Ubisoft, Yannis Mallat, è stato mandato via mentre la direttrice risorse umane, Cécile Cornet, accusata di aver in qualche modo coperto i comportamenti illeciti, ha dato le dimissioni. Il gruppo francese ha 18mila dipendenti nel mondo di cui solo il 22 per cento donne. Fonte: Repubblica

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