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Riunione della giunta regionale siciliana domani pomeriggio per la nomina di un team di esperti e tecnici che entro cinquanta giorni dovranno mettere a punto un elenco di motivazioni “con cui si potranno confutare le scelte adottate a livello nazionale” rispetto all’individuazione dei quattro possibili siti dell’Isola risultati idonei per la costruzione di un deposito nazionale di rifiuti nucleari. Ad annunciarla è stato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso di una intervista a “Dentro i fatti”, su Tgcom24. “Nella costituzione di questo gruppo di esperti ci avvarremo della collaborazione delle quattro università siciliane”, ha spiegato Musumeci.

“La vocazione della Sicilia non è quella di diventare un deposito di scorie nucleari. La Sicilia è una regione votata al turismo e che vanta il maggior numero di siti Unesco”, ha detto il governatore. Secondo Musumeci “c’è stata superficialità” nella valutazione dei criteri che hanno portato alla formazione dell’elenco. “In questo momento non servono manifestazioni, nè serve alzare la voce – ha detto ancora Musumeci- c’è bisogno di dati tecnici. Abbiamo sessanta giorni di tempo per potere dimostrare che la scelta compiuta non è oculata e non ha fondamento. Riteniamo di potere confutare con assoluta serenità la scelta compiuta per i quattro siti siciliani. Grazie a un comitato tecnico ben dotato e al coinvolgimento dei sindaci interessati redigeremo una carta di controdeduzioni – ha continuato il presidente della Regione siciliana- saremo nelle condizioni di dimostrare che per la sicilia è stato preso un abbaglio”.

Istituzioni madonite, compreso il vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, al fianco dei sindaci di Castellana Sicula e Petralia Sottana nel cui territorio ricade l’area di Vicaretto inserita nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per accogliere un deposito di rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Una scelta “che entra in contraddizione con gli stessi criteri posti alla base dell’individuazione delle aree eleggibili”. Nelle Madonie, infatti, da anni esiste un Parco regionale che fa parte del circuito dell’European Geopark e conserva nella propria area oltre il 50% del patrimonio di biodiversità presente nell’intero Mediterraneo. Le Madonie “non possono vedere cancellati decenni di politiche orientate alla sostenibilità ambientale”.

Annunciata la costituzione di un “coordinamento istituzionale permanente” che vedrà la partecipazione “di tutti gli organi istituzionali e non solo presenti nel territorio che avrà il compito di programmare e coordinare ogni azione che sarà ritenuta necessaria ed utile al fine di scongiurare questa scelta delittuosa e sciagurata, ad iniziare dalla necessità di formulare le nostre osservazioni alle proposte tecniche avanzate dalla Sogin entro i 60 giorni dall’avvio della consultazione pubblica e quindi entro il prossimo 6 marzo”.

Il documento è firmato dal vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, che nei prossimi giorni interverrà personalmente, e dai sindaci e presidenti dei Consigli Comunali di Aliminusa, Alimena, Bompietro, Blufi, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice, Castelbuono, Castellana Sicula, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, Resuttano, San Mauro Castelverde, Scillato, Sclafani Bagni, Valledolmo e Villalba.

Fonte: Repubblica

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