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222117160 2e2d4f4b f9a1 40bd a8ea 57ed34482497 - Scuola, il preside del Volta di Milano: “Il calendario mutante è un delirio, rischiamo di aprire e poi chiudere fino a Pasqua”

MILANO – “È facile parlare di rientro del 50 per cento degli studenti una settimana e del 75 per cento quella successiva, ma si tratta di due modelli completamente differenti”. L’impressione, per Domenico Squillace, dirigente scolastico del liceo scientifico Volta di Milano, “è che sul tema si facciano considerazioni con troppa leggerezza”.

Le indicazioni sono cambiate più volte. Giovedì torna in classe la metà dei ragazzi, cosa cambia a livello organizzativo?
“Tutto, dobbiamo predisporre due orari, uno per il 50 e uno per il 75 per cento. A Milano si era ragionato sul 75, sia nelle riunioni sui trasporti sia nel piano del Politecnico. Domani con una decina tra docenti e collaboratori farò il punto sul nuovo orario. Pensiamo di far tornare 22 classi intere, dividere tutti i “gruppi” a metà sarebbe un delirio”.

Qual è la difficoltà principale?
“Dobbiamo far entrare il 40 per cento dei ragazzi per le 8 e il resto dopo le 9.30, mantenendo la sequenza delle ore di lezione per consentire agli insegnanti il passaggio tra classi. Con spazi da 50 minuti, previsti già da settembre, il primo ingresso sarà alle 8 e il secondo alle 9.40, alla terza ora”.

Chi entra alle 9.40 uscirà molto tardi.
“Le classi che hanno la sesta ora saranno sempre nel primo turno, così l’uscita avverrà entro le 14.30”.

Tutto ciò richiede sacrifici agli studenti.

“Capisco il disagio, chi viene da lontano evidentemente avrà meno tempo per studiare il pomeriggio, ma su questo non si può intervenire”.

Servirà più comprensione?
“Dico sempre agli insegnanti di non commettere l’errore di comportarsi come se niente fosse: siamo in un pandemonio, non possiamo fare le verifiche che faremmo in condizioni normali”.

Il rientro la preoccupa?
“Ho paura che possa non durare. Se la Lombardia giovedì fosse arancione o rossa le superiori rimarrebbero chiuse. Ma il danno peggiore sarebbe aprire il 7 gennaio e chiudere il 28, perché inevitabilmente non torneremmo fino a Pasqua. Non vorrei che si aprisse la scuola per poterla richiudere”.

Avrebbe rimandato il rientro?
“Di qualche settimana, a inizio febbraio. L’Italia ha chiuso le scuole più a lungo di tutti, ora che gli altri Paesi chiudono per assorbire l’effetto del Natale noi riapriamo”.

Fonte: Repubblica

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