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BELGRADO – A Belgrado e in altre città della Serbia sono in corso manifestazioni antigovernative. A Belgrado i manifestanti si sono radunati sulla spianata antistante il Parlamento – teatro di violenti scontri negli ultimi due giorni – e la maggior parte di loro sono seduti a terra a sottolineare la differenza con quelli che provocano incidenti e praticano la violenza.

Su cartelli e striscioni si chiede più democrazia, il rispetto dei diritti umani, ampia libertà per i mezzi di informazione, la punizione dei responsabili dei disordini dei giorni scorsi. Massicci reparti di polizia presidiano a Belgrado il Parlamento e la vicina sede della presidenza. Analoghe manifestazioni pacifiche si svolgono a Novi Sad, Nis e altre città del Paese.

Succede benché le autorità serbe abbiano vietato i raduni di più di 10 persone nella capitale, dopo le due notti di scontri tra la polizia. Il team di crisi del governo ha dichiarato che le restrizioni sono pensate per evitare l’ulteriore diffusione del virus a seguito dei disordini, in cui le distanze sociali non sono state rispettate e poche persone indossavano mascherine. Altre misure prevedono orari di apertura ridotti per gli spazi chiusi, come bar, negozi e centri commerciali. “Il sistema sanitario a Belgrado è vicino al collasso”, ha detto la premier Ana Brnabic, “ecco perché non riesco a capire ciò che ho visto accadere nelle scorse due notti”.

Mentre il presidente serbo Aleksandar Vucic ha sostenuto che, alla base delle dimostrazioni violente degli ultimi giorni a Belgrado e in altre città, non vi sia in alcun modo la protesta contro le misure restrittive per il coronavirus, ma il desiderio di andare al potere senza elezioni e non tenendo conto della volontà popolare.

“Questo è assolutamente chiaro a tutti. Non ci sono altre motivazioni nascoste”, ha detto Vucic citato dai media. Il presidente ha parlato con i giornalisti serbi a Parigi, dove ha in programma un incontro con Emmanuel Macron dedicato principalmente al Kosovo e alla ripresa del dialogo fra Belgrado e Pristina, prevista domenica a Bruxelles. Tutti i responsabili delle violenze, ha aggiunto Vucic, ne risponderanno secondo i termini di legge.

Gli scontri erano cominciati dopo che il presidente Aleksandar Vucic aveva annunciato imminenti nuove misure di lockdown, a causa dell’epidemia che stava per andare fuori controllo soprattutto a Belgrado, dove viene registrato l’80% dei nuovi casi.Ordine poi ritirato in seguito delle violenti proteste scoppiate nella capitale serba e poi dilagate in altre città.

La situazione è degenerata martedì sera quando un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione in Parlamento, scontrandosi con le forze di sicurezza. Tumulti si sono registrati il giorno dopo anche a Novi Sad, Nis e Kragujevac. La Commissione Europea intanto ha espresso “preoccupazione” per i fatti accaduti in Serbia.

A Belgrado gli scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi si sono protratti fino a sera inoltrata, poi si sono notevolmente diradati, con le forze dell’ordine che hanno assunto il controllo dei punti sensibili del centro della capitale teatro dei disordini e delle violenze andate avanti ieri sera per circa quattro ore.

A lungo gli agenti in assetto antisommossa e alcune migliaia di manifestanti violenti si sono affrontati in una vera e propria guerriglia urbana, gli uni lanciando sassi, bottiglie e fumogeni e dando fuoco a cassonetti e altri contenitori, gli altri rispondendo con manganelli e gas lacrimogeni.

Fonte: Repubblica

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