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La terza dose del vaccino anti Covid è molto probabile. Anche il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario del governo per il piano vaccinale, ha cominciato a parlarne. Il numero di dosi è da sempre al centro dell’attenzione della strategia contro la malattia provocata dal coronavirus. Al momento solo un vaccino, il Johnson & Johnson, ne prevede solo una. Nonostante le indicazioni delle case produttrici i governi hanno spesso preferito fare una dose al numero maggiore di persone possibile e dilatare i tempi del richiamo. L’esempio classico è quello della Gran Bretagna che ha deciso di fare una prima iniezione ai suoi cittadini e poi procedere con la seconda. In realtà studi clinici dimostrano che solo una doppia iniezione protegga dalle varianti più insidiose, come la Delta, quella che i giornali chiamano variante indiana.

Terza dose del vaccino anti Covid: il problema restano le possibili varianti

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Proprio le varianti richiederebbero una terza dose. La domanda che ci si pone è se oltre alla terza, dovremo abituarci a vaccinarci per un po’ di anni, come avviene ad esempio per la vaccinazione antinfluenzale. I colossi farmaceutici sono già al lavoro e sono partite alcune sperimentazioni.

Quanto dura la protezione vaccinale?

Un altro tema centrale che riguarda direttamente la terza dose è quanto duri la protezione vaccinale. Con precisione non lo sa ancora nessuno. Ci sono diversi studi a riguardo. Il più recente è stato svolto in Spagna e sostiene ad esempio che per chi ha contratto e sconfitto Covid l’immunità possa durare molto a lungo. Il problema è che Covid è una malattia relativamente nuova e quindi non possiamo sapere come reagirà il nostro sistema immunitario nel lungo periodo. Ci sono altre ricerche che sostengono come la protezione possa durare mesi, altri anni.

Al momento il Regno Unito ha cominciato una sperimentazione su larga scala per capire se una terza dose di vaccino sia davvero utile a rendere più forte la risposta immunitaria. Alcune aziende sostengono che questa terza dose possa essere diversa dalle altre. Anche il mix di vaccini potrebbe funzionare. Al centro degli studi ci sono soprattutto i vaccini con tecnologia mRNA, quelli di Pzifer-Biontech e Moderna per intenderci. Sembra infatti che quelli tradizionali come AstraZeneca e Johnson & Johnson non siano efficaci se usati in questo modo.

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Fonte : Ok Salute

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