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A 90 anni è stato nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica. Sami Modiano, testimone diretto degli orrori di Auschwitz, ha ricevuto l’onoreficenza dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo ha raggiunto “con i suoi auguri più sentiti”, fa sapere il Quirinale.

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 “Quando mi chiedono, lei è un sopravvissuto? Rispondo di sì, ma in realtà sono ancora lì ad Auschwitz-Birkenau, non sono mai uscito di lì. Ero un ragazzo, come posso dimenticare quello che ho visto?”. Queste le parole di Modiano, detto Sami, nato a Rodi, il 18 luglio del 1930, quando l’isola era una colonia italiana. Nel 1944 Modiano fu deportato nel campo di sterminio, dove incontrò altri superstiti, fra cui Primo Levi e l’amico Piero Terracina. Fu tra i soli 25 sopravvissuti dell’intera comunità ebraica dell’isola greca.

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Da allora, in inverno in Italia, Modiano si dedica a far conoscere la sua esperienza ai ragazzi nelle scuole medie e superiori. L’estate invece la trascorre sempre a Rodi dove si occupa dell’antica sinagoga e della piccola comunità ebraica presente nell’isola. La sua storia arriva al grande pubblico in occasione della Giornata della Memoria del 2018, quando viene trasmesso su tutte le principali emittenti italiane il docufilm “Tutto davanti a questi occhi” di Walter Veltroni che racconta la storia di Modiano.

Buon compleanno a Sami Modiano per i suoi 90 anni. Ho visto le sue lacrime, le sue fragilità, ma ho visto anche il…

Pubblicato da Nicola Zingaretti su Sabato 18 luglio 2020

“Se mi guardo intorno vedo fratellanza. La paura non vincerà”, ha detto Sami Modiano in una intervista su Robinson. “Difficile immaginare ciò che ci accade in questi giorni. Per me che sono uscito da Auschwitz e ho attraversato la notte buia della seconda guerra mondiale, tutto questo sembra un brutto incubo”, aveva spiegato qualche mese fa, raccontando a Repubblica come ha vissuto questi ultimi mesi di emergenza sanitaria a Ostia, alle porte di Roma.

“Ogni giorno – ha raccontato Modiano – verso il tramonto con mia moglie Selma accendo una candela, un modo per pregare”. Una nuova battaglia contro un nemico sconosciuto, – la minaccia del coronavirus – che affronta con ottimismo perché “ne vale davvero la pena”.Fonte: Repubblica

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