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La cultura

Film, concerti e spettacoli: il ministro chiede più spettatori

Ieri il ministro alla Cultura Enrico Franceschini ha presentato al Cts la proposta di «superare le misure di distanziamento e i limiti di capienza» al 50% per teatri cinema e sale da concerto. Dagli esperti, che daranno la loro risposta martedì, ci sarebbe un’apertura. Addirittura la maggioranza dei membri del comitato sarebbero per portare al 100% la capienza dei luoghi più piccoli, sotto i 2.000 posti e al 75-80% quella delle arene più grandi. Di certo comunque la percentuale di persone che potranno assistere a film, spettacoli e concerti, sarà più alta. Tutti gli altri obblighi, come la mascherina e il Green Pass, resteranno validi. 

Il tempo libero 

Fitness, nuoto e attività al chiuso, presto presenze senza limiti 

L’accesso su prenotazioni, due metri quadrati di distanza tra un atleta e l’altro in sala pesi e durante le lezioni di total body, sette metri quadrati per ogni nuotatore in vasca. Le regole di palestre e piscine non sono mai cambiate dalla riapertura. Però dal 1° settembre l’accesso è diventato possibile solo con il Green Pass. E dal 15 ottobre in poi anche gli allenatori, il personale di bar interni e segreterie, chi si occupa di pulizia e igienizzazione o i gestori degli impianti sportivi dovranno averlo sul posto di lavoro. Sempre per quella data c’è l’ipotesi di far cadere i vincoli di capienza e consentire ai titolari di piscine e palestre di accogliere clienti senza limiti.

Le discoteche

Locali chiusi, a breve la valutazione sul ritorno in pista la sera

Il pressing dell’estate che avrebbe voluto riaprire tutte le discoteche d’Italia si è infranto contro il silenzio del governo e del Cts. Niente eventi test come accaduto a Barcellona o Amsterdam, niente balli all’aperto sotto le stelle, nessun via libera neanche nelle sale dove ci si esibisce nel tango. Ora, dopo 20 mesi di chiusura, l’unico settore che non ha mai rivisto la luce torna a chiedere di tornare in pista. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha annunciato che il 30 settembre il governo valuterà anche la riapertura dei locali notturni. «Vogliamo riaprire con il Green Pass ma non chiedeteci il distanziamento» spiega Maurizio Pasca, segretario del Silb. Sulla capienza si può trattare.

Le competizioni

Sugli spalti capienza al 75%, il Cts vicino al via libera 

Forti sono le pressioni per aumentare la capienza degli stadi e in generale degli impianti sportivi all’aperto, che al momento è al 50%. Il Cts starebbe per dare il via libera a un aumento degli spettatori fino al 75% e al 50% al chiuso, ovviamente sempre con il Green Pass obbligatorio. La questione è legata a quella dei luoghi di cultura e spettacolo. Ieri dallo staff della sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali è arrivata la notizia che ci sono segnali dell’aumento di capienza, al quale sarebbe pronto il Comitato tecnico scientifico. Più avanti, in base alla circolazione del virus, si vedrà se far salire ancora la percentuale di occupazione. 

Lo sci

La montagna chiede una svolta ma restano ancora i divieti

Per lo sci al momento la regola è quella degli impianti di risalita chiusi, come ovovie e funivie, che viaggiano al 50% della capienza e di quelli aperti, come le seggiovie, che possono essere riempiti al 100%. Gli sciatori devono avere il Green Pass. L’altro ieri le organizzazioni degli esercenti e la Fisi, Federazione italiana sport invernali, hanno presentato un protocollo nel quale la capienza ridotta per cabinovie e funivie viene portata all’80%. Quel documento però non è operativo e per diventarlo deve essere sottoposto al Cts, cosa che non risulta essere ancora avvenuta. Le regole quindi non sono cambiate. 

Terme e centri benessere

La richiesta degli operatori: stop al numero massimo di utenti

L’obbligo del Green Pass non vale solo per i centri termali dove si accede per motivi sanitari, con una prescrizione. Nelle altre strutture il certificato è sempre necessario come devono essere sempre rispettate una serie di indicazioni. Tra queste, ad esempio, quella che impone di definire il numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio e al ricambio d’aria o quella che chiede di organizzare spogliatoi e docce per assicurare almeno 2 metri di distanza tra chi li usa. Si tratta di regole che riducono il numero di utenti che possono frequentare queste strutture e che gli esercenti contano di cambiare con il calo della diffusione del virus.

Fonte: Repubblica

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