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Washington – L’Fbi lancia un allarme: tutti i Parlamenti dei 50 Stati Usa sono bersagli di altrettanti “attacchi armati” da parte di milizie dell’estrema destra, in un’offensiva che può colpire dal 16 al 20 gennaio. Un bis dell’assalto al Congresso di Washington, esteso su scala nazionale. Lo riferisce la Cnn che ha diffuso per prima un comunicato ufficiale della polizia federale. L’Fbi considera elevato anche il rischio di un attentato contro Joe Biden, teso a eliminare il presidente-eletto prima ancora che possa assumere i poteri con l’Inauguration Day del 20 gennaio. Lui però assicura: “Non ho paura di giurare all’esterno, siamo stati informati”.

Misure di protezione speciale vengono aggiunte a quelle che già il Secret Service stava rafforzando dopo l’attacco del 6 gennaio attorno alla persona del futuro presidente, della sua vice Kamala Harris, della presidente della Camera Nancy Pelosi. Infine le milizie minacciano una “insurrezione armata nazionale” qualora il vicepresidente Mike Pence invochi il 25esimo emendamento per sostituirsi a Trump negli ultimi giorni del mandato.

L’Fbi ha cominciato ad avere un quadro aggiornato dei piani delle milizie di estrema destra a partire dall’8 gennaio, due giorni dopo l’assalto al Congresso di Washington. L’offensiva pianificata è ancora più a vasto raggio di quanto si credeva. Le trame delle milizie includono tutte le Capitol Hill d’America, cioè le sedi dei Parlamenti dei singoli Stati, spesso anche sedi di altri palazzi governativi; non si limitano a quegli Stati che hanno certificato la vittoria di Biden.

La difesa di così tanti obiettivi richiederà una mobilitazione eccezionale, senza precedenti. Già oggi è stato deciso di schierare un dispositivo di 15.000 uomini della Guardia Nazionale a difesa della capitale. Intanto nella stessa Washington si allarga lo scandalo delle collusioni fra polizia e manifestanti. Ora non si tratta più dei numerosi casi di poliziotti in libera uscita, venuti da altri Stati per manifestare a favore di Trump. Gli ultimi casi riguardano agenti in servizio presso la Capitol Police, indagati per atteggiamenti di aperta solidarietà e collusione con i manifestanti. 

Fonte: Repubblica

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