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NEW YORK – Via libera al nuovo trattato Start: Stati Uniti e Russia pronti a firmare l’accordo per il congelamento delle armi nucleari. L’intenso lavoro diplomatico – ufficiale e parallelo – tra i funzionari di Mosca e Washington alla fine ha dato i suoi frutti. “Gli Stati Uniti sono pronti a un incontro immediato per finalizzare un accordo verificabile”. Le parole della portavoce del Dipartimento di Stato Morgan Ortagus non lasciano più dubbi, il cosiddetto New Start (quello originale venne siglato il 31 luglio 1991 da Mikhail Gorbaciov e George Bush padre) vedrà presto la luce.

 “Siamo molto vicini, molto vicini ad un accordo”. Ortagus ha detto che gli Usa “hanno apprezzato” la volontà mostrata dal Cremlino di “fare progressi sulla questione del controllo degli armamenti nucleari” ed ha aggiunto che “ora che i russi si sono detti d’accordo sul congelamento di un anno” – il precedente New Start firmato dai presidenti Obama e Medvedev l’8 aprile 2010 scade il prossimo 5 febbraio – “non vedo perché non possiamo trovare una soluzione anche per le altre questioni nei prossimi giorni”. La diplomazia americana è impegnata al massimo, “spero che Mosca dia disposizione ai suoi diplomatici per fare lo stesso”, ha concluso la portavoce. 

L’accordo è una vittoria personale per Donald Trump che aveva insistito molto con Vladimir Putin perché venisse trovato prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre. Il presidente Usa vuole dimostrare all’elettorato come la sua linea di politica estera paghi, anche se gli argomenti internazionali sembrano ai margini di un dibattito elettorale che vede protagonisti coronavirus ed economia. La Casa Bianca, per recuperare voti nelle ultime due settimane a disposizione, sta anche pensando di annunciare un ritiro quasi totale dall’Afghanistan. 

Il leader del Cremlino la settimana scorsa aveva proposto di prorogare di un anno “senza condizioni” il New Start, ma la Casa Bianca aveva respinto la richiesta a meno che non fosse accompagnata da “un congelamento del numero di testate nucleari sempre per un anno”.

La trattativa si è sbloccata (stando a quanto ha rivelato il Wall Street Journal) quando il ministero degli Esteri russo ha fatto sapere a Washington che Mosca si era detta disponibile a prorogare il New Start di un anno ed era pronta “ad assumere un impegno politico con gli Stati Uniti per congelare il numero di testate nucleari che entrambe le parti hanno per questo stesso periodo”.

Gli ultimi dettagli che vanno ancora discussi e verificati riguardano congelamento e definizione del numero delle testate nucleari. Poi inizierà una lunga trattativa per il rinnovo globale del New Start, in cui Trump vorrebbe che tra i firmatari ci fosse anche la Cina, richiesta che per ora Putin (come del resto Pechino) ha respinto. Una questione delicata che – nel caso vincesse le elezioni – si troverà sul tavolo dello Studio Ovale anche Joe Biden. Fonte: Repubblica

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