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Il governatore della California Gavin Newsom ha vinto le elezioni nel suo Stato ed è diventato il secondo governatore nella storia degli Stati Uniti a vincere un’elezione anticipata mentre è in carica. Il tentativo di rimuoverlo è infatti fallito alle urne, con la vittoria del ‘no’ al referendum sulla sua rimozione chiesto dai repubblicani.

Le proiezioni sugli scrutini lo danno vincente con una quota di consensi superiore al 60 per cento. I seggi si cono chiusi alle 5 ora italiana. A al governatore bastava il 50,1 per cento dei ‘no’ alla revoca del suo mandato, per essere confermato alla guida dello Stato dell’ovest.

La scheda elettorale chiedeva in primo luogo se il 53enne Newsom dovrebbe essere licenziato, e in secondo luogo chi dovrebbe sostituirlo. Per rimanere in carica, Newsom avrebbe dovuto vincere con più del 50 per cento delle preferenze. Se non avesse raggiunto quella soglia, lo sfidante con il totale dei voti più alto – non importa quanto piccolo sia il numero – sarebbe diventato governatore al posto suo.

La vittoria consolida Newsom come una figura di spicco nella politica democratica nazionale e preserva le sue prospettive per una futura corsa a livello nazionale. In suo aiuto nelle scorse ore era arrivato anche il presidente statunitense Joe Biden, determinato nel far rimanere in mano ai democratici lo stato più popoloso ed economicamente avanzato degli Usa.

Una volta noto l’esito della votazione, il governatore ha ringraziato gli elettori e attaccato Donald Trump, che nelle ultime ore aveva parlato di “brogli”, lanciando nuovamente accuse senza prove. “Noi abbiamo detto sì alla scienza, sì al diritto della gente di votare senza paura e di andare oltre le accuse infondate di frode”. “Abbiamo detto sì all’inclusione – ha aggiunto – sì al pluralismo, e io sono grato a milioni di californiani che hanno espresso la loro volontà di andare contro le divisioni, e rigettare la negatività e le menzogne che qualcuno vuole diffondere. Penso che dobbiamo ai nostri figli un maggiore senso di rispetto, Noi possiamo aver sconfitto Trump ma non il trumpismo, la democrazia non è una partita di football”.

Fonte: Repubblica

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