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Mentre la curva dei contagi risale, esplode la polemica sui treni ad Alta Velocità che tornano a viaggiare pieni al 100 per cento dei posti senza più distanziamento. Una decisione su cui ieri è intervenuto persino il Capo dello Stato Sergio Mattarella, invitando a non abbassare la guardia. E su cui oggi, dopo Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza per l’emergenza Covid che in un’intervista a Repubblica ha bocciato l’iniziativa, ritorna anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico-scientifico che esprime apertamente i suoi dubbi. Dubbi che, se accolti dal governo, potrebbero spingere il ministro della Salute Roberto Speranza a firmare oggi stesso un’ordinanza per tornare alle misure precedenti.

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“Stupisce un pò, per non dire che sconcerta – afferma Locatelli –  la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni. Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema, e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati. C’è il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico” nel nostro Paese. E aggiunge: “Credo che su questo tema vada aperta una riflessione”.

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Sulla stessa linea anche l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato: “Mentre aumentano i contagi e le regioni con valore rt superiore a 1 siamo sicuri che è una buona idea eliminare distanziamento sui treni? Questa decisione si accompagni ai test rapidi a viaggiatori su treni e i voli. Si dà un messaggio sbagliato. L’Italia è accerchiata da Paesi in cui la curva sale e qui si dice stop al distanziamento. Ricordo che Roma è la principale destinazione dei treni ad alta velocità del Paese”.

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Da ieri dunque sui treni Italo e sui Frecciarossa e Frecciargento di Trenitalia e sulle lunghe percorrenze (ad esempio gli Intercity) si può viaggiare anche vicini, indossando la mascherina, perché si sarebbero realizzate le condizioni poste dal Dpcm del 14 luglio, ovvero: la misurazione della temperatura dei viaggiatori prima di salire, l’autodichiarazione dei passeggeri con la quale certifichino di non aver avuto contatti con persone contagiate dal Covid, né sintomi influenzali, l’obbligo della mascherina con la sostituzione dopo 4 ore. Una situazione che tuttavia potrebbe cambiare presto viste le perplessità espresse da larga parte del mondo scientifico, tra cui anche il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco che commenta: “Mi sembra un salto in avanti rischioso”.Fonte: Repubblica

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