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Una data da cerchiare in rosso su tutti i calendari d’Italia: 15 settembre. Se tutto va bene, se i vaccini arriveranno rispettando le consegne previste, se gli italiani si vaccineranno, nella settimana del 15 settembre 2021 vedremo la fine del tunnel. Per quella data, infatti, il generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario all’emergenza, ha fissato il raggiungimento dell’immunità di gregge. “La copertura dell’80 per cento della popolazione, compresi gli under 16”, come specifica il nuovo Piano vaccinale nazionale diffuso ieri. Perché ciò accada, nei sei mesi che ci separano da quel momento, dovrà dispiegarsi il più grande sforzo di sanità pubblica e logistica mai immaginato: 500 mila somministrazioni al giorno, tre volte di più di quelle che si fanno adesso. Partecipano tutti i pezzi dello Stato.

L’esercito, i Carabinieri, le forze di Polizia, i Vigili del Fuoco nella logistica e nella sicurezza. Ma anche la Protezione civile, le Regioni, i Comuni, la Croce rossa. A fare le punture, oltre ai medici di base, saranno chiamati odontoiatri, farmacisti, medici sportivi, specializzandi. I palazzetti, i teatri, le caserme e le cittadelle militari come la Cecchignola a Roma, le scuole, i siti produttivi e della grande distribuzione potranno diventare hub vaccinali. Scenderanno in campo le grandi aziende (Eni, Poste, Enel, Stellantis) con i loro medici interni. La Conferenza episcopale italiana si è impegnata a mettere a disposizione parrocchie e oratori. Il tutto, però, partendo da un presupposto: che arrivino i vaccini promessi.

L’approvvigionamento
Tutte le fiale sbarcano all’hub nazionale di Pratica di Mare (ad eccezione di quelle di Pfizer, che arrivano direttamente ai punti di destinazione) per poi essere distribuite in tutta Italia con i mezzi Sda di Poste Italiane e con i camion dell’esercito. Nel prossimo semestre attendiamo 137 milioni di dosi: 52 milioni da aprile a giugno, il resto entro settembre. La maggior parte delle consegne sarà di Pfizer (61 milioni), poi AstraZeneca (25 milioni), Johnson & Johnson (23) che ha la caratteristica di essere monodose, Moderna (17) e Curevac (14).

Il grande problema della prima fase della campagna di immunizzazione sono stati i tagli alle forniture: erano previsti 16 milioni di vaccini entro il 30 marzo, a oggi ne sono stati consegnati la metà. Gli altri dovrebbero arrivare entro la fine del mese. Ma, visti i precedenti non favorevoli, il Commissario ha stilato il cronoprogramma dell’immunità di gregge calcolando anche una certa quota di possibili mancate consegne: a partire dal primo aprile, le dosi che nella tabella figurano come somministrabili sono meno rispetto a quelle che, sulla carta, dovremmo ricevere.

234714534 82c78f18 0853 48e8 976e 20b77d1ff6b5 - Subito 300 mila vaccinati al giorno, a settembre immunità di gregge

La riserva delle dosi e il pronto intervento
Figliuolo vuole evitare di scivolare sull’ultimo miglio della filiera. Da qui la filosofia alla base del Piano: “Decisioni accentrate, esecuzione decentrata”. Quindi ha ordinato il monitoraggio costante del fabbisogno locale, con l’idea di intervenire con uomini e mezzi della Protezione civile e della Difesa nel momento in cui qualche Regione dovesse rallentare. A tale scopo ha deciso di creare una “riserva vaccinale”, pari all’1,5 per cento delle fiale, “per fronteggiare esigenze impreviste”. Non è l’unica novità di carattere strategico. Viene introdotto nel Piano nazionale il principio del “punto di accumulo”. Tradotto, significa che il Commissario può inviare task force sanitarie e un maggior numero di dosi nelle aree cluster di paesi e quartieri dove si accendono focolai. Saranno predisposti team di pronto intervento, composti da uomini della Protezione civile e soldati dell’Esercito, per spegnere il contagio con vaccinazioni a tappeto.

Le priorità nelle liste dei vaccinandi
Seguendo questo schema, da lunedì sono previste 300 mila somministrazioni al giorno. Mentre dal 14 aprile si dovrebbe arrivare al target delle 500 mila vaccinazioni ogni 24 ore. Con tale ritmo l’immunità di gregge si raggiungerebbe il 15 settembre. “Ma i nostri problemi finiranno molto prima”, profetizza Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità in Puglia. Entro la fine del mese, infatti, sarà completata l’immunizzazione degli over 80, degli ospiti delle Rsa e del personale sanitario. Molte Regioni hanno vaccinato insegnanti e forze di polizia. D’ora in avanti, anche per evitare i “furbetti”, il criterio base sarà quello anagrafico. Ora tocca ai disabili e chi ha “estreme vulnerabilità”, individuate secondo una tabella del ministero, poi si procederà dalla classe ’42 a salire. “In questa maniera gli ospedali si svuoteranno”, spiega Lopalco. Per ridurre gli sprechi in caso di rinuncia all’ultimo minuto (dopo il caso del lotto sospeso di AstraZeneca, ci sono state diverse disdette delle prenotazioni) le Regioni saranno obbligate ad avere liste di riserva con i nominativi di chi è prenotato nei giorni successivi, che potrà essere chiamato all’improvviso per la puntura.

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Odontoiatri e parrocchie

Dove si vede lo sforzo maggiore a cui è chiamato il sistema Paese è nel rendere capillare la somministrazione. La platea dei vaccinatori si compone dei dottori di medicina generale (fino a 44 mila medici), degli odontoiatri (fino a 60 mila), degli specializzandi (23 mila). “Tramite accordi in via di finalizzazione – specifica il Piano – si potrà fare ricorso a medici sportivi, medici dei siti produttivi, i convenzionati e i farmacisti”. Potenziata la rete dei centri di vaccinazione: oggi composta da 1.733 punti, Figliuolo conta di allargarla con scuole, palestre, aree della grande distribuzione, zone industriali, parrocchie e oratori. L’ultimo capitolo del Piano riguarda la piattaforma informatica a cui si potrà accedere per prenotarsi. L’idea è razionalizzare i registri (per evitare, ad esempio, che chi lavora in Lombardia e si fa vaccinare in Campania resti negli elenchi lombardi) e controllare per via informatica il fenomeno dei furbetti che saltano le liste.

Fonte: Repubblica

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