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KHARTOUM – Le forze armate sudanesi hanno trovato un accordo per il ritorno a capo del governo di Abdallah Hamdok, il cui esecutivo civile era stato rovesciato dal generale Abdel Fattah al-Burhane lo scorso 25 ottobre. Lo riferisce all’Agenzia France Presse uno dei mediatori sudanesi, Fadlallah Burma, dirigente del partito d’opposizione Oumma. “E’ stato concluso un accordo politico tra il generale Burhane, Abdallah Hamdok, le forze politiche e le organizzazioni della società civile per un ritorno di Hamdok al suo posto e la liberazione dei detenuti politici”, ha dichiarato Burma. La notizia è poi stata confermata da un comunicato dei mediatori. 

Lo scorso 25 ottobre Burhan aveva dichiarato lo stato di emergenza, esautorato il governo e detenuto i leader civili, ponendo bruscamente fine alla transizione democratica iniziata due anni prima con la rimozione della dittatura trentennale di Omar Bashir. Il colpo di mano militare aveva suscitato la condanna della comunità internazionale e proteste di piazza represse con la violenza, con un bilancio di almeno 40 manifestanti uccisi. Un gruppo di mediatori composto da accademici, giornalisti e politici aveva avviato una trattativa sin dall’inizio della crisi per evitare che il conflitto degenerasse in guerra civile.

103354500 c90423bc 877a 4045 9273 9135fac78a6c - Sudan, accordo per riportare al governo il premier Hamdock spodestato dal generale al-Burhane
Abdallah Hamdok (reuters)

La nota dei mediatori fissa come principali punti dell’intesa il reinsediamento di Hamdok alla guida del governo, la liberazione di tutti i prigionieri politici e il ritorno a un percorso costituzionale condiviso per la transizione. L’annuncio arriva all’inizio di una giornata per la quale erano state convocate nuove manifestazioni e la sua tempistica ha consentito di scongiurare un altro bagno di sangue dopo quello di mercoledì scorso, quando almeno 16 dimostranti sono stati uccisi.

Burhan ha sempre insistito che il suo intervento non è stato un golpe bensì una iniziativa per “correggere la transizione” alla luce degli scontri tra fazioni, in particolare tra civili e militari.

Fonte: Repubblica

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