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Il nuovo tentativo di disincagliare la gigantesca nave portacontainer, Ever Given, che blocca da sei giorni il canale di Suez è stata rimandato: dalle 16, orario in cui era previsto l’ennesimo tentativo di traino, alle 22. Lo ha reso noto su Twitter la Leth Agencies, una delle aziende che sta lavorando a tentare di rimettere a galla l’imbarcazione, spiegando che si vuole sfruttare le condizioni favorevoli della marea.

Nel frattempo continuano a lavorare, 24 ore su 24, le draghe dell’Autorità del Canale: la draga Mashour, che ha cominciato a scavare giovedì a una distanza di 100 metri dalla nave, ha rimosso adesso più di 27mila metri cubi di sabbia. Intanto la società di gestione marittima Bernard Schulte Shipmanagement ha fato sapere che l’equipaggio della nave – in tutto 25 uomini, tutti indiani – rimane in buone condizioni di spirito, è ancora a bordo e collabora ai tentativi di liberazione della nave; la società ha anche nuovamente escluso qualsiasi sversamento di carburante.

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha ordinato di prepararsi a scaricare i container trasportati dalla Ever Given qualora falliscano anche gli ultimi tentativi di disincagliare con i rimorchiatori la nave cargo: è ovviamente il piano C, falliti tutti i precedenti, che diano frutti cioè il dragaggio o gli sforzi dei rimorchiatori; anche perchè la logistica dello scarico si preannuncia complicatissima, considerato che i container possono pesare fino a 30 tonnellate, sono poggiati a un’altezza che arriva a quasi 60 metri e tutto dovrebbe avvenire lontano da qualsiasi struttura portuale.

Il tentativo precedente di disincagliare la Ever Given, che da martedì blocca il Canale di Suez, era infatti fallito, come aveva riferito la Leth Agencies, una delle aziende che questa notte ha lavorato per tentare di rimettere a galla l’imbarcazione. La luna piena e l’alta marea erano sembrate propizie all’operazione, ma il livello dell’acqua si è poi rivelato insufficiente alla sua buona riuscita, ha spiegato la Leth Agencies. Mentre è salito a 326 il numero delle navi bloccate, l’Autorità del Canale ha annunciato che  i rimorchiatori saliranno da 14 a 16. 

Il presidente Abdel Fattah al Sisi – così ha riferito il capo dell’Authority, l’ammiraglio Osama Rabie alla tv egiziana Extra Newsal – “ha ordinato preparativi per alleggerire il carico del portacontainer”. Sulla Ever Given come noto ci sono circa 18.300 container. Una fonte ufficiale delle operazioni in corso per disincagliare la nave venerdì aveva parlato della necessità di rimuoverne 600 ma aveva avvertito che potrebbero volerci “giorni”.

Il capitano di uno dei rimorchiatori ha assicurato che i tentativi di ieri sono riusciti a spostare la prua della nave di 17 metri in direzione Nord, dove stava procedendo prima di urtare con una sponda. L’armatore danese Maersk, il maggiore a operare nel Canale di Suez, ha stimato che serviranno dai tre ai sei giorni per smaltire l’enorme ingorgo formatosi dietro la Ever Given, battente bandiera panamense, gestita dalla compagnia taiwanese Ever Green e di proprietà della società giapponese Shoei Kisen Kaisha.

Alcune imbarcazioni hanno già fatto rotta per il Capo di Buona Speranza, scegliendo di circumnavigare l’Africa invece di attendere lo sblocco del passaggio. Attraverso il Canale di Suez, la rotta marittima più breve tra l’Europa e l’Asia, passano il 25 per cento delle navi cargo e il 10 per cento delle merci che attraversano i mari del mondo.

Intanto un rimorchiatore battente bandiera italiana, il Carlo Magno, è arrivato nel canale per aiutare nei lavori finalizzati alla rimozione della Ever Given. Lo rende noto il sito del giornale governativo egiziano al-Ahram citando i dati satellitari di MarineTraffic.com e spiegando che oggi è arrivato anche un rimorchiatore olandese, l’Alp Guard.

Fonte: Repubblica

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