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Di loro si sa che da decenni tornano a ogni stagione sulle coste joniche calabresi per nidificare, ma il periplo delle tartarughe Caretta Caretta nel Mediterraneo è ancora per lo più sconosciuto. A ricostruirne la rotta nei prossimi mesi sarà l’associazione onlus Caretta Calabria Conservation, con l’aiuto di una delle tartarughe che da oltre dieci anni “frequenta” la costa e adesso “ospita” sul carapace un trasmettitore satellitare. Lei si chiama Zeffiria, è una delle prime Caretta Caretta monitorate in Italia e ha una storia particolare.
 

tartarughe caretta caretta un localizzatore sul carapace per seguirne la rotta - Tartarughe Caretta Caretta, un localizzatore sul carapace per seguirne la rotta

Il trasmettitore sul carapace

Volontari e studiosi l’hanno marcata nel 2009 sulla spiaggia di Bruzzano Zeffirio, sulla costa jonica calabrese, dove è stata individuata anche grazie alle inconfondibili tracce. L’esemplare ha una grave menomazione, le manca una zampa posteriore. In acqua la cosa non la mette a rischio, ma quando risale la spiaggia per nidificare per lei tutto diventa complicato. Senza quella zampa, per Zeffiria è impossibile scavare una buca per deporre le uova. Più di una volta è toccato dunque a volontari e studiosi dell’associazione battere le coste per monitorarne gli spostamenti e individuare le uova da mettere al sicuro sotto la sabbia.
 

tartarughe caretta caretta un localizzatore sul carapace per seguirne la rotta 1 - Tartarughe Caretta Caretta, un localizzatore sul carapace per seguirne la rotta

Un luogo di nidificazione

Grazie al trasmettitore, adesso Zeffiria comunicherà quotidianamente la propria posizione al gruppo di ricerca e nei prossimi mesi, in collaborazione con il professore Luschi dell’Università di Pisa, quei dati verranno elaborati per ricostruire le rotte delle tartarughe nella stagione post riproduttiva. Un progetto per cui l’associazione Caretta Calabria Conservation si batte da tempo ed è stato finalmente approvato e finanziato dalla Regione Calabria con il por 2014-2020. L’obiettivo – spiegano volontari e studiosi – è tracciare gli spostamenti post riproduttivi, scoprire le aree di svernamento delle tartarughe, per poterle proteggere durante il viaggio e nelle aree scelte per il riposo invernale. In più, durante la stagione riproduttiva, rende più facile individuare i nidi e metterli in sicurezza.
 

tartarughe caretta caretta un localizzatore sul carapace per seguirne la rotta 2 - Tartarughe Caretta Caretta, un localizzatore sul carapace per seguirne la rotta

La tartaruga Zeffiria

Da anni ormai l’Associazione Caretta Calabria Conservation si occupa dello studio e della salvaguardia delle tartarughe che tornano sulla costa jonica e della conservazione del loro delicatissimo habitat, minacciato da fattori diversi, dallo spianamento meccanico degli arenili ai bagnanti maldestri, dall’inquinamento al traffico abusivo di fuoristrada sulle spiagge. Per questo ogni anno battono per settimane la costa alla ricerca dei nidi, li segnalano e vigilano sulla schiusa delle uova.
 
Ad oggi ne sono stati individuati già diciotto, nonostante il Covid-19 abbia costretto l’associazione a sospendere i campi di ricerca e formazione, rinunciando a decine di collaboratori provenienti da tutta Italia. Attualmente, il litorale jonico calabrese, da Bianco a Melito Porto Salvo, nel reggino, è considerato la principale area di nidificazione italiana, “scelta” da quasi il 70% delle tartarughe.Fonte: Repubblica

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