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tensione nei cieli due caccia usa intercettano un volo di linea iraniano - Tensione nei cieli: due caccia Usa intercettano un volo di linea iraniano

Giovedì un aereo di linea iraniano, l’1152 della Mahan Air con a bordo 150 persone, è stato intercettato da due jet da combattimento americani nello spazio aereo siriano a una distanza che le autorità iraniane definiscono molto ravvicinata: per evitare una collisione il pilota ha cambiato rapidamente altitudine e diversi passeggeri sono rimasti feriti durante la manovra. 

L’Iran ha presentato una denuncia formale all’International Civil Aviation organization, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dell’aviazione civile, chiedendo che venga aperta subito un’inchiesta per una “chiara violazione delle leggi internazionali”. “Gli Stati Uniti occupano illegalmente il territorio di un altro Stato e poi molestano un aereo civile di linea mettendo in pericolo passeggeri civili innocenti, apparentemente per proteggere le loro forze di occupazione. Audaci a unire illegalità su illegalità. Questi fuorilegge devono essere fermati prima del disastro”, ha twittato il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif.

La televisione di stato iraniana, Irib, e altri media iraniani e libanesi hanno trasmesso diversi video amatoriali, apparentemente girati da alcuni passeggeri che si trovano a bordo dell’aereo, in cui si vede un jet da combattimento affiancarsi al velivolo della Mahan – una compagnia aerea privata iraniana che ha legami con i Guardiani della rivoluzione (Pasdaran) ed è sotto sanzioni Usa – e all’interno dell’abitacolo un uomo con la faccia insanguinata dalle ferite e un altro disteso a terra, all’apparenza incosciente.

Il comando centrale degli Stati Uniti che sovrintende le operazioni in Medio Oriente ha confermato che l’areo iraniano era stato avvicinato da un jet F15 durante “una missione aerea di routine” nei pressi di una piccola base militare americana che si chiama al Tanf ed è nel Sud della Siria, poco lontano dal confine con l’Iraq e da quello con la Giordania. Il jet americano si trovava a 1000 metri dall’aereo della Mahan, dice il Comando Usa, e si è allontanato dopo aver avuto conferma che si trattava di un volo di linea “in conformità con gli standard internazionali”.

La base di Al Tanf è uno degli avamposti militari americani rimasti in Siria dopo il ritiro parziale delle truppe Usa dal Nord-Est del Paese deciso lo scorso ottobre dal presidente americano, Donald Trump, in seguito all’operazione militare turca contro i curdi-siriani del nord. Nella base ci sono tra i 150 e i 200 soldati statunitensi che hanno il compito di addestrare la forza siriana Maghawir al Thawra, un gruppo formato da ribelli siriani e disertori dell’esercito siriano che fa operazioni contro lo Stato islamico, ma si è scontrato anche con le milizie pro-iraniane che sono in Siria. Per gli Usa, la base è un avamposto chiave anche per controllare i movimenti iraniani nell’area.  

Intorno alla base c’è una sorta di zona cuscinetto, una bolla di 50 km circa, in cui ogni movimento sospetto iene immediatamente intercettato. Ogni giorno ci sono voli di ricognizione nello spazio aereo che sorvola la base, pur essendo quella traiettoria aperta anche ai voli civili. 

Non è la prima volta che intorno alla base ci sono scontri e tensioni tra i militari americani e le forze siriane e iraniane: a febbraio, gli uomini di Maghawir al Thawra denunciarono un attacco da parte delle milizie iraniane all’interno della zona di deconfliction. Questo spiega perché a dicembre del 2019 il Congresso ha chiesto un report approfondito all’intelligence e al Pentagono sulle minacce che arrivano dall’Iran e dalle milizie iraniane in Siria ad al Tanf e il livello di rischio per i soldati americani. 

L’episodio del volo Mahan arriva in un momento di forti tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti e gli alleati americani nella regione, a cominciare da Israele. Nelle ultime settimane ci sono state alcune esplosioni in impianti militari e nucleari iraniani e funzionari di Teheran hanno accusato Israele e gli Usa di essere gli autori di una silenziosa campagna di sabotaggio.

Fonte: Repubblica

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