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torino operazione contro una rete di pedofili con arresti in tutta italia - Torino, operazione contro una rete di pedofili con arresti in tutta Italia

Decine di terabite di materiale. E’ la mole di file che stanno analizzando gli uomini e le donne della polizia postale e delle comunicazioni di Torino che , coordinati dalla procura di Torino, hanno smascherato una rete di pedofili  che usava una nota piattaforma di messaggistica per scambiarsi materiale pedopornografico. Oltre duecento investigatori del centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e della polizia postale diTorino sono stati coinvolti in quella che viene definita la più grande operazione degli ultimi anni nel contrasto della pedopornografia online, con il coordinamento della procura di Torino.

Ci sono 50 indagati, tre arresti, eseguiti in 15 regioni Italiane. Tre gli indagati in Piemonte, di cui uno già in carcere per reati simili. Per un anno gli investigatori hanno pedinato virtualmente i frequentatori del deep web che si nascondevano dietro a nickname, o che usavano connessione aperte per non rendere identificabile la postazione da cui scambiavano materiale raccapricciante. Nelle immagini che gli investigatori stanno analizzando si vedono bambini, addirittura neonati. 

I pedofili erano una comunità, sempre gli stessi nomi che si scambiavano materiale e conquistavano prestigio all’interno del gruppo se i file e i video erano particolari, meglio se autoprodotti. E’ quello che stanno cercando di accertare gli uomini comandanti dalla dirigente Fabiola Silvestri.Gli indagati hanno tra i 19 e i 50 anni, sono impiegati, professionisti, disoccupati o studenti. Alcuni di loro hanno una famiglia e dei figli, tutti conducono una vita normale quando non si nascondono dietro lo schermo dei loro pc. La polizia postale ha trovato migliaia di file tutti catalogati con precisione. I pedofili usano sigle per indicare il contenuto dei filmati che scambiano.  Alcuni di loro erano già in carcere per reati simili, la posizione degli indagati potrebbe aggravarsi quando la postale avrà finito di analizzare l’enorme mole di materiale sequestrato dai computer oggetto delle perquisizioni scattate all’alba.
Le indagini sono partite un anno fa da Torino perché gli investigatori hanno individuato qui uno de membri di questa comunità virtuale che ha seguaci in tutt’Italia. 
 Fonte: Repubblica

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