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Matteo, il fidanzato di Chiara Rollo non è stato il primo a dare l’allarme per cercare di impedire l’omicidio di Luana Antonazzo e il suicidio della ragazza che si è buttata dal nono piano dopo aver assassinato la madre.

Una donna, che vive in uno dei palazzi che si affaccia sul cortile interno del condomino di corso Racconigi 237 ha chiamato il numero unico 112 quando ha sentito le urla di una donna.

Erano le 6.18 minuti, di domenica mattina, Luana e sua figlia erano ancora vive e stavano discutendo.”Sentivo le urla disperate di una donna che chiedeva aiuto. Ripeteva “Non mi puoi fare questo, non mi puoi fare questo”, ho sentito chiaramente le sue parole”, racconta Dolores, la testimone.

La donna ha composto il numero unico per l’emergenza senza pensarci troppo. “Ero convinta che fosse un uomo che stesse picchiando la moglie ed è quello che ho detto all’operatore che mi ha risposto e che ho ripetuto alle forze dell’ordine a cui hanno girato la mia chiamata”.

Dolores non sa dire con precisione da dove vengano le urla: “Sapevo che arrivavano da uno dei palazzi di corso Racconigi tra Largo Tirreno e Piazza Marmolada ma non potevo essere più precisa, sentivo le voci ma non vedevo le persone –  racconta – Chi mi ha risposto al telefono mi ha chiesto se nel momento in cui stavamo parlando sentissi ancora le urla. Ho risposto di no, la donna aveva smesso di urlare. A quel punto l’operatore mi ha ringraziato e salutato e io non ho saputo più nulla. Da me non è arrivato nessuno a chiedere informazioni fino ala mattina successiva. Ho visto poi la polizia entrare in cortile alle 8 quando la ragazza si è buttata dal balcone”.

torino una vicina di casa ho chiamato il 112 prima che la figlia uccidesse la madre 2 - Torino, una vicina di casa: "Ho chiamato il 112 prima che la figlia uccidesse la madre"

La centrale operativa del 112

La procura di Torino, che indaga sull’omicidio suicidio delle due donne vuole chiarire anche questo aspetto e capire se a quella segnalazione sia seguito un intervento delle forze dell’ordine. Se una pattuglia è passata sotto i balconi di corso Racconigi, non ha contattato la donna e nemmeno gli inquilini del condominio di Chiara Rollo.

“So di non aver saputo dire un indirizzo preciso ma se qualcuno fosse andato a controllare forse avrebbe potuto salvarla, non lo so. Io dal balcone avrei potuto indicare da dove provenivano le urla”. Forse anche la chiamata di Dolores è arrivata tardi e quel silenzio dopo le urla non era altro che il silenzio di un omicidio ormai consumato.

“Ma magari avrebbero potuto salvare la ragazza – si chiede ancora –  L’ho urlato anche ai poliziotti quando li ho visti arrivare in cortile, gli ho detto che li avevo chiamati, per questo sono venuti a cercarmi a casa”. Dolores non è stata l’unica a sentire le urla alle 6 del mattino. “Erano tutti sul balcone ma nessun altro si è deciso a chiedere aiuto per quella donna”.

E mentre proseguono le indagini della squadra mobile sull’omicidio di Luana Antonazzo e del suicidio di sua figlia, emerge un altro particolare su cui gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza. La giovane donna ha lasciato un biglietto sul corpo della madre: “C’è un sito con me, Chiara, nuda, fate venire fuori la verità”.

Sembra un appello agli investigatori che arriveranno nell’appartamento. Ma è anche un messaggio che deve essere letto nel contesto.Chiara era una ragazza che soffriva di problemi psichici e che – secondo i famigliari e i conoscenti – stava vivendo un momento di profonda crisi dopo aver perso il lavoro a fine giugno.

Fonte: Repubblica

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