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185253354 3c40d943 af6a 485c 8f38 0ad046bab67a - Traffico illecito di rifiuti, l'Eni condannata a Potenza

Il Tribunale di Potenza ha condannato la società Eni per il reato di traffico illecito di rifiuti. Inoltre, la compagnia petrolifera è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa di 700 mila euro e alla confisca di circa 44,2 milioni di euro, da cui sottrarre i costi già sostenuti per l’adeguamento degli impianti.

La condanna dell’Eni secondo la pm Laura Triassi (ora Procuratore capo a Nola), che dal 2016 ha seguito l’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata è “un segnale importante per la tutela dell’ambiente. Bisogna tutelare la libertà di impresa, ma è necessario che questa si svolga nel rispetto delle norme e nella tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Il cosiddetto “Petrolgate” aveva due filoni d’inchiesta: il traffico illecito di rifiuti dal Cova di Viggiano all’impianto Tecnoparco di Pisticci e i lavori di realizzazione del Centro oli Tempa Rossa della Total a Corleto Perticara, sempre nel potentino.  Inizialmente era stato aperto anche un terzo filone d’inchiesta sul progetto di stoccaggio del petrolio lucano in Sicilia, trasferito a Roma per competenza territoriale e poi archiviato.

“Pur accogliendo favorevolmente la pronuncia di assoluzione parziale emessa oggi dal Tribunale” di Potenza “rispetto all’ipotesi di reato di falsità ideologica in atto pubblico, al contempo” l’Eni “non condivide il riconoscimento di responsabilità per la grave ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti”. La compagnia – è scritto in una nota – “rimane convinta che l’operato del Cova (il Centro Olio di Viggiano) e dei propri dipendenti sia stato svolto nell’assoluto rispetto della normativa vigente e, in attesa di leggere le motivazioni della odierna sentenza, si prepara a presentare al più presto appello”.

Eni “durante il corso dell’istruttoria dibattimentale – è sottolineato ancora nella nota della compagnia – ritiene di aver dimostrato la rispondenza del Cova alle Best Available Technologies e alle Best Practice internazionali e che i propri dipendenti abbiano sempre agito in ottemperanza a quanto prescritto dalle numerose Autorizzazioni emesse nel tempo da tutti gli Enti competenti, improntando la propria condotta ai principi di legittimità e correttezza”.

Fonte: Repubblica

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