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Tre migranti sudanesi sono stati uccisi, e altri quattro feriti in una sparatoria avvenuta la scorsa notte a Khums, est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco. I migranti erano stati intercettati in mare e riportati a terra dalla Guardia Costiera libica. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) riferendo che “le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di darsi alla fuga”.

I migranti feriti sono stati portati in ospedali della zona, mentre la maggior parte dei sopravvissuti all’incidente è stata trasferita in centri di detenzione.

“Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili”, ha affermato Federico Soda, capo missione Oim in Libia. “L’utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso, in un contesto caratterizzato da una mancanza di iniziative pratiche volte a cambiare un sistema che spesso non è in grado di assicurare alcun tipo di protezione”.

L’Unhcr chiede un’indagine urgente

“L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) deplora la tragica perdita di tre vite umane e chiede un’indagine urgente sulla sparatoria avvenuta al punto di sbarco di Al Khums in Libia la scorsa notte, a seguito dell’intercettazione di un’imbarcazione da parte della Guardia costiera libica”. Lo si legge in una nota dell’Unhcr. “Questo incidente sottolinea fortemente che la Libia non è un porto sicuro per lo sbarco”, ha dichiarato Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per la situazione nel Mediterraneo centrale.

“La Libia non è un posto sicuro”

Anche l’Oim ribadisce che “la Libia non è un porto sicuro” e lancia nuovamente un appello all’Unione Europea e alla comunità internazionale “affinché si agisca con urgenza per fermare i ritorni in Libia di persone vulnerabili”. “È necessario mettere in atto uno sistema alternativo che permetta che le persone soccorse o intercettate in mare siano portate in porti sicuri – si legge in una nota -. È altresì necessario che ci sia una maggiore solidarietà tra gli Stati europei e gli Stati mediterranei che si trovano in prima linea”.

tre migranti riportati in libia e uccisi - Tre migranti riportati in Libia e uccisi

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Sbarchi in Sardegna

Intanto non si arrestano gli sbarchi di migranti dall’Algeria sulle coste sud-occidentali della Sardegna, dove dalle 19 di ieri alle 8.30 di stamattina guardia di finanza e carabinieri hanno intercettato in tutto 49 persone, fra le quali una donna, due adolescenti e due sedicenti tunisini.

Da gennaio arrivate 12.533 persone

Dall’inizio dell’anno a oggi sulle coste italiane sono sbarcati 12.533 migranti, tre volte e mezzo in più rispetto ai 3.599 dello stesso periodo dell’anno scorso; due anni fa, nello stesso arco di tempo ne erano sbarcati 18.380. Sono alcuni dei dati aggiornati dal Viminale, secondo cui 2.622 dei 12.533 sbarcati quest’anno (il 20,9%) si sono concentrati negli ultimi sette giorni. Sulla base di quanto dichiarato al momento  dell’arrivo, il 36% degli sbarcati quest’anno è di nazionalità tunisina, il 14% bengalese, il 6% ivoriana. A ieri, i minori stranieri non accompagnati sbarcati sono stati 1.441 a fronte dei 1.680 dell’intero 2019 e ai 3.536 di tutto il 2018Fonte: Repubblica

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