Condividi:

trump attacca la cina ha portato la maledizione del coronavirus nessun privilegio a hong kong - Trump attacca la Cina: “Ha portato la maledizione del coronavirus”. Nessun privilegio a Hong Kong

Washington. Sanzioni contro la Cina per le azioni oppressive nei confronti di Hong Kong. Donald Trump lo annuncia nel corso di una conferenza stampa nel giardino della Casa Bianca che inizia quando in America le cinque e mezza del pomeriggio sono passate da un pezzo: e in Italia è già quasi mezzanotte. «Hong Kong sarà trattata alla stregua di Pechino. Nessun privilegio, nessun trattamento economico speciale, niente export di tecnologia» tuona il Presidente. Parla di Huawei, lodando la decisione della Gran Bretagna di bloccare la rete 5G del colosso cinese, arrogandosene il merito: «Ho convinto molti paesi», dice. Citando anche l’Italia.
 
Ma l’affondo contro il Dragone – «portatore della maledizione coronavirus di cui ha piena responsabilità» – si trasforma ben presto in un durissimo attacco al rivale politico Joe Biden, in testa di parecchi punti in numerosi stati. Il Commander-in-Chief accusa più volte di essere stato troppo amico di Pechino quando era vicepresidente al fianco di Barack Obama: «Una gestione disastrosa che ha permesso alla Cina di spiarci. Di derubarci. Di ingannarci. Per fortuna ci sono ora io qui. Sono stato eletto anche per mettere fine a tutto questo».
 

Il lunghissimo discorso, si trasforma ben presto in un comizio elettorale, dove il presidente sfoggia il meglio del suo repertorio, dal muro all’Accordo di Parigi «che ci ha fatto risparmiare molti soldi: e ora Biden promette di ripristinare per farcene perdere ancora». Tanto che a un certo punto le reti televisive più progressiste, come Cnn e Msnbc, hanno staccato il collegamento per non offrirgli oltre il palcoscenico nazionale.

«Non c’è mai stata un’elezione dove i candidati erano così diversi. Noi vogliamo legge e ordine, loro non la vogliono. Noi vogliamo far entrare gli immigrati in maniera selezionata e ordinata, loro vogliono abbattere i confini, far entrare i violenti, i trafficanti di uomini. E immaginatevi con la pandemia come sarebbe stato senza confini…».

Nell’America incapace di gestire un virus ormai fuori controllo, con la disoccupazione alle stelle, la colpa, dunque, è tutta dei democratici. Stampa libera in testa: «Sarebbe fantastico se facessero il loro lavoro facendo arrivare notizie vere alla gente. Ma noi vinceremo comunque, nonostante la sinistra radicale».

Il presidente, d’altronde, ha parole avvelenate per tutti i suoi rivali: «Non c’è mai stata un’elezione dove i candidati sono così diversi. Noi vogliamo legge e ordine, loro non la vogliono. Noi vogliamo far entrare gli immigrati in maniera selezionata e regolare, loro vogliono abbattere i confini: e immaginatevi con la pandemia come sarebbe stato senza confini…».

La speaker della Camera Nancy Pelosi che «mentre io chiudevo ai voli dalla Cina andava a San Franscisco a ballare a Chinatown». Il senatore del Vermont Bernie Sanders «che voleva far fare agli Stati Uniti la fine del Venezuela». La deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez «che col suo Green Deal vorrebbe far perdere migliaia di posti di lavoro agli americani».

Il presidente ostenta ottimismo: «I sondaggi sbagliarono già 4 ani fa. Abbiamo grandi possibilità di vittoria», dice. Concludendo con una promessa che sembra proprio un tentativo per accaparrarsi il voto dei latinos: «Firmerò presto un decreto sull’immigrazione. Un percorso di cittadinanza per i giovani Dreamers. Farò per loro molto più di quel che i democratici hanno fatto finora».

Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy