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Posticipare le presidenziali di novembre per evitare frodi. E la proposta fatta da Donald Trump via Twitter nelle prime ore della mattina americana. “Una elezione dove si vota esclusivamente per posta sarebbe inaccurata e fraudolenta” sostiene l’inquilino della Casa Bianca sul social dell’uccellino. “Un grande imbarazzo pere gli Stati Uniti. Non sarà il caso di posticipare le elezioni fin quando si potrà votare in modo corretto e sicuro???”.

Lo ha scritto proprio così: con tre punti interrogativi finali. Non si tratta dunque di una azione reale e imminente, qualcosa che il presidente davvero si prepara a fare. Ma l’ennesima provocazione di un leader in caduta libera nei sondaggi, indietro di almeno otto punti rispetto all’avversario Joe Biden, e che probalimente cerca di mettere le mani avanti. Screditando, fin da ora, il risultato di un voto il cui risultato ha già detto, nel corso di un’intervista alla rete conservatrice Fox News, di non essere certo di voler accetttare: “Devo vedere. Non vi dirò di sì e non vi dirò di no. Non sono un buon perdente, non mi piace perdere”. 

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Di sicuro al presidente non piacciono le cattive notizie: il tweet è infatti arrivato pochi minuti dopo la pubblicazione dei dati del Dipartimento del Commercio che vedono gli Stati Uniti entrare ufficialmente in recessione nel secondo trimestre, col Pil a meno 32,9, il peggior risultato dal 1947, da quando, cioè, sono iniziate le rilevazioni ufficiali del governo.

Non solo: fra poche ore il detestato predecessore Barack Obama parlerà al funerale dell’icona dei diritti civili John Lewis. E gli occhi dell’intera nazione saranno puntati su di lui. Insomma, potrebbe benissimo essere un diversivo per far parlare d’altro la stampa di mezzo mondo.

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President Trump non è nuovo a sparate del genere e da mesi, comunque, sostiene che il voto per corrispondenza danneggerebbe il suo partito: “Non si eleggerebbe più un candidato repubblicano in questo Paese”. Peccato che i dati sembrano dar torto all’ipotesi di frodi. Un’inchiesta del Washington Post e dalla no-profit Electronic Registration Information Center sui dati di alcuni stati che applicano appunto il voto postale, ha riscontrato una percentuale minuscola  di imbrogli: lo 0,0025 per cento. Al contrario,  i funzionari di tutta l’America continuano a ritenere il voto per corrispondenza il metodo più sicuro da utilizzare nel pieno di una pandemia. 

Non basta: posticipare le elezioni non ha nessun appiglio costituzionale. Secondo una legge firmata dal presidente John Tyler a metà Ottocento, le elezioni presidenziali si svolgono necessariamente il primo martedì di novembre, e non ci sono stati slittamenti nemmeno durante le guerre.

Per cambiare eventualmente la data, servirebbe comunque l’approvazione del Congresso, e una proposta del genere non passerà mai alla Camera controllata dai democratici. Sempre per legge, il mandato presidenziale si esaurisce il 15 gennaio. Nessuno può restare oltre alla Casa Bianca, se non ci sono state nuove elezioni.

Fonte: Repubblica

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