Condividi:

Quando a scuola hanno visto che nessuno è andato a prendere la bambina, le insegnanti hanno iniziato a telefonare al padre e alla madre. Nessuna risposta. Anche il telefono della nonna ha sempre taciuto. Nella casa di via Manin 61, a Sassuolo (Modena), erano già tutti morti. Lei, la più grande dei tre figli, è l’unica a essersi salvata, sarebbe stata la sesta vittima. 

Nadin Dhahri, 38 anni di origini tunisine, nel primo pomeriggio di ieri ha ucciso la compagna Elisa Mulas, 43 anni, i due figli maschi, di 2 e 5 anni, e la suocera Simonetta, di 64. Poi, con lo stesso coltello con cui ha sterminato la famiglia, si è tolto la vita tagliandosi le vene. Ha fatto una strage, non voleva lasciarla libera. Elisa aveva detto basta da circa un mese ed era andata a vivere dalla madre troncando un rapporto che, diceva alle amiche, “era ormai finito da tempo”. Raccontava che continuava a “perseguitarla e a minacciarla di morte”. 

225551090 5b52c334 c7b1 4197 b876 9db10398bf42 - Uccide moglie, figli, suocera e si suicida si salva solo la bimba che era a scuola
La vittima Elisa Mulas 


I soccorritori, allarmati dal fatto che nessuno rispondeva, entrando nella casa si sono trovati davanti una scena raccapricciante. I cadaveri di cinque persone riversi in diverse stanze e sangue dappertutto. L’uomo, secondo la ricostruzione della squadra mobile di Modena, avrebbe colpito prima l’ex compagna, poi la madre di lei e infine i figli avuti dalla donna. 

In passato i due avevano avuto una vita normale. Dhahri si era perfettamente integrato a Sassuolo, dove viveva da tempo. Lavorava in un supermercato della città dove spesso si vedeva anche Elisa che andava a trovarlo con i bambini. I suoi amici, parlano di una persona pacata, tranquilla. A Sassuolo si erano conosciuti dopo che lei aveva interrotto una precedente relazione dalla quale era nata la maggiore dei suoi figli. Abitavano assieme e sembravano una famiglia senza problemi particolari. Lei casalinga, ad esclusione di qualche piccolo lavoro saltuario, si occupava dei bambini. Lui, almeno secondo le prime testimonianze, non aveva avuto atteggiamenti violenti. Ma non era più così. Dopo la separazione, Elisa aveva deciso di andare via e di tornare dalla madre. Alcuni testimoni hanno detto agli investigatori di un rapporto ormai finito, e qualcuno persino di minacce di morte. Nelle mani della polizia ci sarebbe anche un audio, registrato dalla vittima, in cui l’autore della strage la minaccia di morte.

La procura di Modena sta ora cercando di raccogliere tutto il materiale possibile per ricostruire quanto accaduto nelle ultime settimane e nella mattinata di ieri. In casa è stata trovata l’arma del delitto. Non è ancora chiaro se si tratti di un coltello che Dhahri si sarebbe portato dietro dal lavoro o se abbia preso l’arma dalla cucina. Cambia poco. 

Gli investigatori hanno sentito a lungo anche il fratello di Elisa e nelle prossime ore incontreranno tutti quelli che conoscevano la situazione familiare per raccogliere le ultime dichiarazioni. 

Sassuolo è una città scossa, le pagine social di Elisa sono piene di belle parole nei suoi confronti: “Una madre e una donna straordinaria”; “Non è possibile che ti abbia fatto una cosa del genere”. Una ragazza di carattere, forte. Qualcuno scrive “indimenticabile per tenacia e gioa di vivere”. 

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy