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BERLINO – Per chi proviene da undici regioni italiane e da Bolzano da sabato prossimo scatterà in Germania l’obbligo di mettersi in quarantena o di farsi il tampone. Il governo tedesco ha deciso di inserire Lazio, Lombardia, Umbria, Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana, Veneto, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sardegna e la provincia di Bolzano tra le “zone a rischio”. Il 17 ottobre erano state la Campania e la Liguria le prime due regioni finite nella lista. In tutto, sono salite a tredici. Il gabinetto guidato da Angela Merkel ha anche incluso, tra gli altri, la Svizzera, la Polonia, l’Irlanda e Regno Unito nella lista dei Paesi che hanno superato la soglia critica dei contagi.

Il criterio non è del tutto automatico: il numero oltre il quale scatta la definizione di “zona a rischio” è di 50 infetti ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni. Ma se il ministero degli Esteri, in particolare, pensa che una determinata area in un Paese straniero sia molto contagiosa, ad esempio per restrizioni insufficienti, anche se la quota di infetti è inferiore alla soglia critica, il governo può decidere di dichiararla “a rischio”.
La lista dei Paesi viene costantemente aggiornata sul sito dell’Istituto Koch (RKI). Ed è sempre meglio controllare, prima di un viaggio in Germania, quali misure prevede in particolare il land di destinazione: il RKI stesso ricorda che possono cambiare di regione in regione.

A proposito del Koch, oggi il presidente, Lothar Wieler, si è mostrato allarmato sulla situazione in Germania: “La situazione è molto seria. Ma abbiamo ancora una possibilità di scongiurare un ulteriore diffusione del virus”. I contagi sono balzati in sole 24 ore a quota 11.287, un record assoluto, quattromila in più rispetto al giorno precedente. Significa che l’incidenza è ormai allarmante in tutto il Paese, in media: 56 casi ogni 100mila abitanti. E secondo Wieler il rischio c’è, che in alcune regioni il virus si sparga in modo “incontrollato”.
Il numero uno del RKI ha anche fornito alcuni dettagli importanti sulla dinamica dei contagi. I focolai principali, ha precisato, sono le famiglie e gli incontri privati. E ha ribadito, come fa ormai da mesi, che la scuola non lo è. Aggiungendo anche che non lo sono i trasporti pubblici né gli alberghi (in Germania c’è polemica da settimane per la decisione autonomia di alcuni land di vietare i pernottamenti):  

Intanto un sondaggio tra i giovani tedeschi fa tirare un sospiro di sollievo: tra i 16 e 26enni il 52% pensa che le restrizioni attuali siano adeguate. Il 18% dovrebbero persino essere più severe. Soltanto il 7%, secondo l’indagine commissionata da Tui, ritiene il distanziamento, le mascherine e le altre regole imposte dalla pandemia “esagerate”.
 

Fonte: Repubblica

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