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125522787 3a88471a 1bb6 404b a0be ef8fee679004 - Università, la battaglia dei master: la business school del Politecnico di Milano apre quattro sedi

ROMA – Il Politecnico di Milano, la sua business school, cresce nel Paese. Tra aprile e la fine dell’anno, la struttura post-universitaria che dal 1979 eroga master a neolaureati e manager aprirà quattro nuove sedi, una in proprio e altre tre accasandosi in università e scuole esistenti. Il piano di crescita del Mip – acronimo che sta per Master in Ingegneria della produzione e ricorda la nascita della costola economica del Politecnico nel 1979 – prevede l’apertura di una struttura di duemila metri quadrati, dieci aule, sui Navigli di Milano. Oggi la sede della Graduate school of business, così come quella del Politecnico, è nel quartiere Bovisa, la cosiddetta “Goccia” all’interno della quale già si sta realizzando una riconversione urbanistica che porterà strutture ex industriali a servizio dell’ateneo. I Navigli diventeranno la seconda sede milanese.

In un progetto che prevede di andare a prendere neolaureati e lavoratori adulti sul loro territorio, il Mip porterà alcuni dei venticinque master in provincia di Treviso, all’interno del campus dell’Istituto paritario La Salle di Paderno del Grappa. Quindi, si insedierà a Roma, qui la collaborazione sarà con l’Università John Cabot (ateneo privato statunitense intitolato, appunto, all’esploratore italiano Giovanni Caboto). E, ancora, in Puglia, all’interno del Politecnico di Bari e del suo consorzio Universus.    

Il Mip di Milano dal 1986 è un consorzio tra il Polimi, Assolombarda e ventidue grandi aziende italiane e internazionali. Federico Frattini, dean (sta per direttore) del Mip, spiega: “La nostra idea di campus distribuito era nata, nel periodo che ha preceduto la pandemia, sulla constatazione dell’abbaglio regalato dalla diffusione della didattica online. La utilizziamo da tempo con risultati che ci sono riconosciuti dai ranking internazionali, ma abbiamo scoperto nelle ultime stagioni che non solo studenti e manager italiani sono restii a spostarsi dalla loro provincia, ma sono pochi quelli che accedono a master offerti da università o business school al di fuori del territorio di residenza. Abbiamo dovuto creare un modello di campus distribuito in cui la montagna va da Maometto per consentire a nuovi neolaureati, manager e aziende di condividere esperienze e sapere”. Spiega Frattini: “Ogni hub locale avrà un proprio modello di sviluppo con aree di studio pensate per lavori di gruppo ed extracurricolari, per applicare quello che si è appreso durante il corso frontale proposto online. In ogni area saranno offerti corsi focalizzati su temi rilevanti per il territorio”.

Oggi il Mip conta 1.700-2.000 iscritti ogni anno ai propri master, il 60 per cento dei quali sono laureati (per la triennale o la magistrale) delle ultime tre stagioni, il resto manager italiani e di cinquanta Paesi del mondo. I master executive sono destinati a chi ha già una lunga esperienza lavorativa, ma il Mip offre anche 150 corsi brevi della durata anche di due giorni per approfondire temi specifici. Un master annuale costa dai 18.000 euro (sono pensati per studenti nazionali e internazionali) ai 37.000 euro (gli Mba executive). Ed è proprio sull’aspetto dell’alta qualificazione post-universitaria – i master – che le università italiane, pubbliche e private, del Nord e del Sud – si stanno impegnando alacremente.

L’Università di Udine, per esempio, a maggio aprirà un executive master in business administration a Milano, in collaborazione con Confindustria Udine e Assolombarda. L’Università Luiss di Roma, dopo aver aperto una sede a Milano per la scuola d’affari interna, si è insediata in un edificio storico di Belluno fondando l’Hub veneto delle Dolomiti. Lo stesso ateneo romano ha organizzato un master, “Open Innovation & Intellectual Property”, con l’Università di Torino e la sua Saa School of management. La business school Cuoa di Vicenza ha saldato collaborazioni con dodici università, ultime delle quali il Politecnico di Torino, La Sapienza di Roma e l’Università di Palermo

L’Università Bocconi, prestigiosa privata di Milano, già da maggio 2017 ha portato i suoi costosi corsi post-laurea in business administration a Roma attraverso gli “Executive Mba del weekend”. La veneziana Ca’ Foscari, ateneo di range alto a trazione economica, ha aperto il suo corso di laurea più innovativo – il triennale “Digital management” – nella sede della H-Farm, factory formativa con sede a Ca’ Tron, provincia di Treviso. Fallì, invece, il tentativo di aprire una sede a Napoli da parte della scuola superiore universitaria Normale di Pisa, in collaborazione con la Federico II.

Fonte: Repubblica

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