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163107963 e27ff3ec 3dea 47e7 b195 6182bb2df3b7 - Usa, dal nazionalista Bigo al giovane deputato fino al figlio di un giudice: ecco chi sono gli altri ribelli dell'assalto al Congresso

Nazionalisti bianchi, cospirazionisti, seguaci della fantasia complottista QAnon ma anche figli dell’upper class newyorkese, ex militari, lavoratori dell’edilizia, broker immobiliari. 

Due giorni dopo l’assalto al Congresso che è costato la vita a cinque persone, l’Fbi e la polizia stanno cercando di identificare gli organizzatori della rivolta al Campidoglio con l’aiuto di cittadini e social media. Il Bureau ha chiesto al pubblico di aiutare la polizia a identificare i rivoltosi, offrendo fino a 50 mila dollari di ricompensa per chi darà informazioni “sulle persone responsabili dell’installazione di ordigni nella sede del comitato dei principali partiti politici statunitensi nella capitale”. 

Il dipartimento di polizia del distretto di Columbia ha condiviso una pagina web con le foto di alcuni manifestanti chiedendo aiuto per l’identificazione.

Bigo il cattivo 

La foto diventata virale di un uomo seduto sulla scrivania della speaker della Camera Nancy Pelosi ritrae Richard “Bigo” Barnett, 60 anni, di Gravette, Arkansas. Arringava la folla all’entrata con la camicia strappata e poi è stato fotografato lì, nel cuore del potere di Washington. “Le ho scritto un brutto biglietto, ho messo i piedi sulla sua scrivania e mi sono grattato le palle”, ha detto dopo essere uscito dall’ufficio di Pelosi. Sul suo profilo Facebook Barnett aveva criticato la speaker la scorsa settimana rivendicando di essere un nazionalista bianco: “Sono bianco. Non lo si può negare. Sono un nazionalista. Metto la mia nazione al primo posto. Quindi questo fa di me un nazionalista bianco”, ha scritto. Barnett aveva raccolto fondi per la campagna “Save Our Children”, che è uno slogan di cui QAnon si è impossessato per affermare la sua teoria secondo cui l’élite democratica di Washington sarebbe responsabile di un traffico di minori. I ribelli che sono entrati in Campidoglio sventolavano anche bandiere che facevano riferimento alla tratta dei bambini, pilastro del culto QAnon. Non è chiaro cosa Barnett facesse per vivere. 

Evans, deputato e rivoltoso 

“Derrick Evans è in Campidoglio! Oh Mio Dio, non posso credere che siamo qui adesso!”. Il video è scomparso da Facebook poche ore dopo essere stato condiviso ma oramai la storia era uscita e la faccia di Derrick Evans è diventata un simbolo del cortocircuito che ha portato qualche migliaia di persone a tentare l’assalto al palazzo della democrazia americana, due giorni fa. Deputato repubblicano della West Virginia, 34 anni, Evans si è unito ai rivoltosi e ha poi cercato di ridurre il danno, cancellando i video che lo ritraevano con l’elmetto bianco a Capitol Hill e dicendo di esserci andato come “membro indipendente dei media” e non come parlamentare. “Voglio assicurarvi che non ho avuto nessuna interazione negativa con la polizia né ho partecipato ad alcuna distruzione”, si è scusato sempre via Facebook. Nel suo distretto Evans è un noto anti-abortista, il Washington Post ricorda che nel 2019 “un impiegato di una clinica per aborti a Charleston, W. Va., ha presentato un ordine restrittivo contro Evans per presunto stalking e ripetuta minaccia di lesioni personali”. I democratici hanno chiesto che il deputato venga immediatamente sospeso. 

Aaron, figlio di un giudice della Corte Suprema

The Gothamist ha identificato anche un altro perosnaggio dell’invasione al Campidoglio, il ragazzo che appare vestito con le pelli di pelliccia e il giubbotto anti-proiettile anche all’uomo con la bandiera confederata. Si chiama Aaron Mostofsky, è il figlio di un giudice della Corte Suprema di Brooklyn. “Il padre dell’uomo è Shlomo Mostofsky, un’importante figura del mondo ortodosso di Brooklyn ed ex presidente del Consiglio nazionale della Giovane Israele. È stato eletto alla Corte Suprema della Contea di Kings lo scorso gennaio con il sostegno del Partito Democratico di Brooklyn”. Aaron ha parlato con il New York Post e ha spiegato che ha preso d’assalto l’edificio perché “le elezioni sono state rubate”. Suo fratello, Nachman, che è il vice presidente del South Brooklyn Conservative Club pure era alla manifestazione giovedì da dice di non essere mai entrato in Campidoglio. “Mio fratello non ha fatto nulla di illegale”, ha detto Nachman a Gothamist. “Sicuramente non faceva parte della rivolta, è stato spinto dentro”.

Antisemiti ed ex militari 

Tra i rivoltosi c’erano anche uomini e donne che indossavano magliette con slogan negazionisti dell’Olocausto e antiebrei, ma anche uomini con una chiara formazione militare. Sui social girano molto le foto di un uomo con passamontagna e lacci di plastica che di solito vengono usati come manette. Secondo il ricercatore John Scott Railton, che ha identificato l’uomo grazie ai contributi di altri utenti online con l’analisi di video e foto, nella biografia dell’uomo ci sono: “nulla osta di sicurezza a lungo termine, una laurea all’accademia militare, grado di ufficiale superiore al momento del pensionamento”. La presenza di militari o ex militari durante le rivolte del 6 gennaio è uno degli elementi su cui indaga l’Fbi. Finora sono state arrestate 68 persone. Tra i manifestanti c’erano anche operai edili di Indianapolis e una agente immobiliare di Frisco, in Texas, che è arrivato a Washington su un jet privato per “assaltare la capitale”: Jenna Ryan, che è anche conduttrice radiofonica. 

Fonte: Repubblica

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