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NEW YORK – Un ministro gay in congedo parternità è diventato un caso politico negli Stati Uniti, con attacchi dall’opposizione, battute infelici e ironie nelle tv conservatrici. Dopo aver adottato due gemelli con il marito Chasten, il ministro dei Trasporti Pete Buttigieg è entrato in congedo parentale, e pagato, per quattro settimane, da metà agosto fino a settembre inoltrato. “Siamo fortunati – ha commentato in un’intervista a Msnbc – ad avere politiche per la famiglia che l’amministrazione Biden sta cercando di estendere a tutto il Paese”.

Il congedo, passato sotto silenzio fino a quando non è uscita la notizia, procederà a strappi. Buttigieg parteciperà a Glasgow alla conferenza CoP26 sul clima, ma di fatto la sua vita è cambiata radicalmente con l’arrivo in agosto di Penelope Rose e Joseph August, avuti dopo una procedura di adozione durata più di un anno. Nessuna persona può rendersi realmente conto di cosa significhi crescere un figlio, fino a quando non arriva. E lo stesso vale per un ministro del governo americano, il primo dichiaratamente gay della storia, seppure dotato di solidi mezzi economici.

“Avere la flessibilità per occuparci dei nostri neonati è bellissimo – ha raccontato – ma posso garantire che anche questo è un lavoro, bellissimo, ma un lavoro”. La sua assenza al ministero, nel pieno della crisi americana della distribuzione delle merci, ha creato malumori nella destra. Il senatore repubblicano Tom Cotton ha attaccato: “Male che gli americani neanche sapessero che il ministro ha passato gli ultimi due mesi lontano dal lavoro ma ugualmente pagato”. A Fox News sono scivolati sull’ironia. “Chissà – ha detto Tucker Carlson, uno dei conduttori serali più seguiti – se userà questo periodo per capire anche come allattare”. Buttigieg ha ribattuto: “Non capisce il concetto dell’allattamento con il biberon, figurarsi il congedo parentale per i padri. Ma è veramente strano che questi attacchi arrivino da una parte politica che sostiene di essere a difesa della famiglia”.

La Casa Bianca gli ha dato ufficialmente appoggio. “E’ un modello dell’importanza – ha commentato la portavoce, Jen Psaki – che i nuovi genitori possano restare a casa o occuparsi dei bambini senza perdere lo stipendio”. Sulla stessa linea la comunità Lgbtq. “Se Carlson voleva criticare l’aspettativa dei papà, poteva farlo senza usare stereotipi omofobici”, ha commentato Elliot Imse, portavoce di Victory Fund, ong che sostiene la presenza di persone Lgbtq nella pubblica amministrazione. Gli Stati Uniti sono i soli tra i Paesi occidentali a non prevedere congedi parentali pagati per i neo genitori. Il congedo è di dodici settimane ma senza stipendio per le aziende con almeno cinquanta dipendenti, mentre quelle più piccole non hanno neanche questa possibilità.

La paternità del ministro potrebbe rappresentare una svolta. Joe Biden, fin dal primo giorno, aveva reso chiaro al suo staff che gli obblighi della famiglia sarebbero venuti prima di quelli del lavoro. Ora si pone il tema di retribuire quel congedo e garantirlo ad altri lavoratori, un diritto che, ha spiegato Buttigieg, “non dovrebbe essere legato alla fortuna del singolo o alla bontà del datore di lavoro”. Nella scorsa settimana il ministro ha ripreso gli incontri in agenda, anche se il portavoce ha detto che, in futuro, arriveranno altre pause. Intanto i due piccoli crescono e cominciano a mostrare personalità diverse ma entrambi preferiscono addormentasi sui petti dei loro genitori. “Una cosa – ha ammesso Buttigieg – è ridurre questa storia a questione politica, un’altra vedere la differenza che fa nelle nostre vite”.

Fonte: Repubblica

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