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usa la truffa del detenuto che fa costruire una villa da sogno dal carcere senza spendere un dollaro - Usa, la truffa del detenuto che fa costruire una villa da sogno dal carcere: senza spendere un dollaro

Quando Jarred Murray stava costruendo la villa dei sogni a Lake Placid, Florida, qualche strano segnale era affiorato. “Ogni tre settimane cambiava numero di cellulare”, ha raccontato un operaio edile. “Non rispondeva mai, e quando lo faceva era sempre circondato da persone”, ha aggiunto un altro. Eppure Murray, 37 anni, che aveva assunto gli operai direttamente al telefono, presentandosi come un dinamico investitore immobiliare, faceva arrivare regolarmente il materiale per la costruzione. Furgoni a noleggio scaricavano a qualsiasi ora le casse, di provenienza da una catena americana che vendeva di tutto, dal compressore alla vernice.

A gestire le consegne al numero 101 di Marshall Avenue pensava una zia, che viveva in zona. Ma del proprietario nessuna traccia, neanche in foto. Alla fine si è capito il motivo: Murray non era né un investitore immobiliare né un ingegnere edile, ma uno squattrinato detenuto, rinchiuso del penitenziario di South Bay e condannato a venticinque anni per rapina a mano armata.

In un surreale disegno criminoso alla fratelli Coen, da dentro il carcere e senza metterci un dollaro, Murray era riuscito a costruire una villa da 150 metri quadrati, tre camere, doppio bagno, più ettari di giardino, in un appezzamento di terreno acquistato per 4 mila dollari con i soldi di un’amica. E a metterla in vendita online su un sito specializzato al prezzo di 185 mila dollari. Schema lineare ma diabolico: attraverso una “talpa” che lavorava all’interno della catena americana Lowe’s Home Improvement, Murray aveva acquistato online materiale edile scaricando il conto su una decina di ditte, clienti abituali. Una parte delle forniture finiva nel cantiere, un’altra veniva venduta online a metà prezzo.

Il contante, raccolto dalla fidanzata, confluiva in un conto bancario. Tutte le operazioni erano state fatte con cellulari di contrabbando arrivati dentro il carcere probabilmente attraverso droni. Murray acquistava materiale, organizzava consegne e istruiva gli operai durante l’ora d’aria. Il meccanismo si è inceppato, quando la catena di negozi ha segnalato una serie di strani acquisti fatti da un certo Wayne Jones, risultato inesistente.

Seguendo l’ordine, lo sceriffo della contea ha rintracciato una donna, il cui compito era quello di raccogliere i soldi in contanti del materiale venduto a metà prezzo attraverso un sito online. Sul suo cellulare c’era un foto di Murray in abiti di “lavoro”: vestito da detenuto in posa davanti alla parete bianca del carcere. Il numero di telefono era sotto la voce J. M. e l’affettuosa scritta “Vecchio lecca c…”.

Il destino era girato proprio male perché poco dopo un detenuto aveva consegnato alle guardie un cellulare usato da Murray: lì gli investigatori hanno trovato traccia degli ordini, per un valore di più di un milione di dollari. Di questi, circa 70 mila erano serviti per comprare assi di legno, tinteggiatura e arredi del bagno destinati alla villa in costruzione. Il guadagno netto dalla vendita dell’immobile sarebbe stato di almeno 80 mila dollari. E senza muoversi dal penitenziario.

Un giornalista del sito americano The Daily Beast, che ha ricostruito la storia, ha rintracciato il numero di Murray e lo ha chiamato. Lui ha risposto subito, per poi tagliare corto: “Scusi, la richiamo dopo, sto finendo un lavoro”. Non si è fatto più vivo.

Fonte: Repubblica

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