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NEW YORK – “Avevano Dna di serpente. Ho ucciso i miei figli perché crescendo sarebbero diventati mostri”. La barba curata da hipster, sorridente in ogni foto, Matthew Taylor Coleman, 40enne di Santa Barbara, California, ha confessato agli agenti l’orrore del suo delitto senza neanche rendersi conto che il mostro era lui.

Istruttore di surf in una scuola chiamata “Lovewater”, descritto dai vicini come “bravo padre di famiglia”, “mentore dei giovani” e “appassionato di pesca subacquea”, la mattina del 7 agosto ha portato i suoi bebè – Kaleo, 2 anni e RoxyRain, 10 mesi – a Rosarito, Messico.

Assassinandoli col fucile da sub e poi colpendoli con la fiocina decine di volte, accecato da un corto circuito di folli teorie complottiste assimilate online, video dopo video. Adepto, lo ha ammesso lui stesso, di quel QAnon secondo cui governo, media e finanza americani sono controllati da pedofili adoratori di Satana, gestori di un’operazione globale di traffico sessuale di minori, contro cui si batte Donald Trump.

Seguace pure degli Illuminati: altri fanatici convinti che è in atto un complotto per ribaltare l’ordine mondiale, ordito dalle solite élite. E certo pure che la fantascientifica ipotesi dei rettiliani, uomini-serpenti intenzionati a controllare l’umanità, si fosse concretizzata in casa sua.

Sua moglie Abby, glielo aveva suggerito una “visione”, era un serpente: e aveva passato il suo Dna ai bambini. E invece la povera donna lunedì aveva denunciato la scomparsa del marito coi figli, andato via a bordo del loro van senza dirle nulla, convinta di un incidente; non che lui avesse fatto male ai piccini.  

Purtroppo quello di Coleman non è un caso isolato: alla teoria degli uomini lucertola insinuatisi nella società – sotto le sembianze della Regina Elisabetta, di Barack Obama e pure del leader dei Rolling Stone, Mick Jagger – credeva pure Ashli Babbitt, la donna morta durante l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio.

E Anthony Quinn Warner, l’attentatore di Nashville, Tennessee, che il 25 dicembre ha ferito con un ordigno 3 persone. Adepti di vecchie mitologie – hanno radici profonde nell’antisemitismo europeo – oggi riadattate e rilanciate dall’estrema destra americana e sposate, conferma uno studio di Public Policy Polling, da ben 12 milioni di persone.

Un dato confermato pure da un altro sondaggio del Public Religion Research Institute: secondo cui il 15 per cento degli americani condivide quelle convinzioni complottiste. Convinti, in pratica, che su suolo americano è in atto una sorta di armagèddon, una lotta fra il bene e il male. 

Pure Coleman aveva pubblicato molti post su Facebook in tal senso: all’era “del Covid, della censura e delle divisioni politiche”, scriveva, sarebbe seguito un “nuovo rinascimento americano”. Purtroppo, non è l’unico seguace di QAnon ad aver compiuto stragi in famiglia.

A Seattle nel 2019 Buckey Wolfe assassinò il fratello con una spada convinto fosse un rettiliano. E pure Francesco Cali, boss della famiglia Gambino, venne massacrato dal compare Anthony Comello per lo stesso motivo. Di recente un sopravvissuto alla strage di Parkland del 2018, ha invece raccontato anonimamente a Vice di come suo padre, stordito dai video complottisti, ora sostiene che il massacro dove morirono 17 ragazzi non è avvenuto: “E ora ho paura a vivere sotto il suo stesso tetto”.

Fonte: Repubblica

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