Condividi:
222955273 5ea96ab5 b303 41e6 9e10 83903260bf09 - Usa, una donna al patibolo alla vigilia dell'insediamento

NEW YORK – Sedici anni dopo un omicidio orribile e tredici dopo un processo di cui nessuno si ricordava più, adesso Lisa Montgomery riceverà tutta l’attenzione dell’America e un posto nella storia: dopo il via libera della Corte d’appello, il 12 gennaio diventerà la prima donna detenuta in un carcere federale a essere giustiziata dal governo americano in quasi settant’anni. Le ultime erano state, nel ‘53, Ethel Rosenberg, condannata in pieno maccartismo per spionaggio con l’Unione Sovietica e uccisa sulla sedia elettrica, e Bonnie Brown Heady, condannata alla camera a gas per rapimento e omicidio.

Montgomery, 52 anni, una delle cinquantacinque donne rinchiuse attualmente nel braccio della morte, ne aveva 36 quando il 16 dicembre 2004 strangolò una ragazza di 23 anni del Missouri, Bobbie Jo Stinnett, all’ottavo mese di gravidanza. Erano diventate amiche in chat, parlando di cani e rispettive gravidanze. Solo che quella di Montgomery era paranoia. Vittima di abusi sessuali dal patrigno, la donna, che viveva nel Kansas, per anni aveva sostenuto di essere incinta. Parlando di figli in arrivo e del desiderio di adottare un cucciolo, aveva guadagnato la fiducia della vittima, che gestiva con il marito un allevamento di cani Terrier. Dopo averla uccisa, strangolandola alle spalle, Montgomery aveva preso un coltello da cucina e sventrato la vittima, portandole via la piccola.

Quando la madre della ragazza entrò in cucina, vide un lago di sangue. Ai poliziotti raccontò che era come se alla figlia fosse esplosa la pancia. Il giorno dopo, tornata in Kansas, Montgomery annunciò di aver partorito. Venne arrestata. La bimba, chiamata Victoria, sopravvisse e venne consegnata al padre. Nel 2007 i giudici hanno emesso la condanna a morte, confermata un anno dopo. Rinchiusa nel Federal Medical Center a Fort Worth, Texas, la donna ha atteso l’esecuzione che verrà eseguita nel carcere federale di Terre Haute, Indiana. Doveva essere giustiziata l’8 dicembre, ma la sentenza era stata rinviata perché l’avvocato della donna aveva contratto il Covid dopo una visita in carcere.

Il 23 novembre è stata fissata l’esecuzione per il 12 gennaio, ma il legale si era opposto. La corte d’appello ha respinto il ricorso. Se non ci saranno novità, Montgomery verrà uccisa con iniezione letale, ennesima condanna a morte nell’ultimo anno sotto l’amministrazione Trump, otto giorni prima del giuramento da presidente degli Stati Uniti di Joe Biden, da sempre contrario alla pena capitale.
 

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy