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163643122 22729463 70fb 4e2e bde9 8aeb6f1d4c72 - Vaccini, anche chi assiste i disabili gravi avrà la priorità

Anche chi assiste le persone fragili e fragilissime ha la priorità nella somministrazione dei vaccini. Nel nuovo piano vaccinale rientrano nel target prioritario “i familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto” che prestano assistenza a disabili gravi, che rientrano nella fattispecie della legge 104/1992 art. 3 comma 3. Sono considerati quindi alla stregua del malato stesso. In una logica che preserva i più fragili.

“Per noi è una bella notizia perché le badanti e le colf che assistono persone disabili finora sono state tagliate fuori dal programma vaccinale” afferma Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, l’associazione che rappresenta i datori di lavoro domestici, ossia le famiglie. Oggi in Italia le badanti con contratto regolare sono oltre 460mila, con una stima di circa due milioni se si conta il sommerso. Certo, si parla di determinate categorie di disabili, con una disabilità certificata. “In effetti un’importante fetta di badanti resta tagliata fuori. Ma già il fatto che in qualche modo si sia data un’indicazione a livello nazionale è un passo importante perché finora le Regioni si sono mosse in ordine sparso e speriamo che non continuino a farlo”.

Chi sono i caregiver

In effetti un po’ di confusione, a livello legislativo, su cosa si intenda per caregiver in Italia c’è. “Per noi il caregiver è qualsiasi soggetto che presti assistenza a una persona non autosufficiente: che sia il familiare o il volontario che lo fa a titolo gratuito, o l’assistente della cooperativa, operatore sanitario o meno, che viene ‘fornito’ dal Comune, o la badante/colf per noi non ha importanza. Tutti loro hanno diritto al vaccino in forma prioritaria, sempre compatibilimente con le quantità a disposizione. Ci sono persone così fragili da non poter essere nemmeno vaccinate ma la persona che le assiste va assolutamente vaccinata, al fine di creare una ‘bolla’ di protezione”.

Occasione per far emergere il nero

La vaccinazione potrebbe avere anche un risvolto economico importante, ossia l’emersione del lavoro nero. “Non credo che ci sarà lo stesso effetto dello scorso anno, quando col primo lockdown le persone hanno regolarizzato colf, badanti e baby sitter – quando la paura dominava ogni azione – ma sicuramente qualche regolarizzazione ci sarà” continua Zini. “Una cosa è certa: con le scuole che stanno chiudendo, le aziende che restano aperte l’assistenza domiciliare diventa sempre più importante e i lavoratori domestici vanno tutelati per tutelare i più fragili. Credo che comunque la questione si risolverà quando la disponibilità dei vaccini sarà maggiore”. 

Le ombre del provvedimento

Delle zone grigie restano e andrebbe fatta chiarezza al più presto da parte del ministero della Salute. Come ha sottolineato Lisa Noja, deputata di Italia Viva, affetta da atrofia muscolare spinale, quindi toccata in prima persona dalla questione. “È sicuramente un passo avanti enorme perché si estende la priorità vaccinale non solo a tutte le persone con disabilità grave ma anche ai loro familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa a contratto (quindi badanti) ma restano due aspetti di dubbia interpretazione: le nuove raccomandazioni danno priorità anche alle persone estremamente vulnerabili che non hanno la certificazione di disabilità grave ma hanno una patologia a rischio indicata nelle raccomandazioni stesse. Solo per alcune di tali patologie è prevista la vaccinazione anche del convivente. Per altre no e non è chiaro perché”.

L’altro dubbio è quello che riguarda i minori: è prevista la vaccinazione dei genitori dei minori con le predette patologie a rischio. “Non è scritto espressamente per i bambini con disabilità grave”, continua la deputata. “Sarebbe logico e ci si può aspettare che sia così, ma per evitare diverse interpretazioni dalle Regioni, sarebbe opportuno un chiarimento espresso del ministero. Se si ammala il genitore di un bimbo con disabilità grave, chi lo cura? Questo è l’incubo di tante mamme e papà”.

Fonte: Repubblica

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