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ROMA – Obbligo vaccinale per chi sta dietro al banco di un supermercato oppure in strada a dirigere il traffico. Per tutti quelli insomma che sono a contatto con il pubblico. L’ipotesi, con l’aumento dei contagi, con i contagi che hanno superato nelle ultime 24 ore quota 10 mila, arriva da più parti. Il primo a dirlo ai microfoni di Radio Rai 1 è il sottosegretario alla salute Andrea Costa: “Noi siamo stati i primi a introdurre l’obbligo vaccinale per i sanitari. Bisogna riflettere se farlo con altre categoria – spiega –  quelle che sono a contatto con il pubblico, tipo le forze dell’ordine o chi lavora nella grande distribuzione. Saranno valutazione che dovremmo fare attenzionando i dati, ma dobbiamo guardare al futuro con fiducia e dobbiamo continuare a rispettare le regole”. 

Sulla stessa scia il governatore della Liguria Toti che inaugurando un nuovo centro vaccinale a Genova, sposa appieno la proposta del sottosegretario: “Avremmo già dovuto a farlo. Spero che il Governo intervenga al più presto con un provvedimento articolato che preveda l’obbligo della terza dose per chi è stato obbligato nella prima e nella seconda, e l’estensione dell’obbligo a categorie esposte”.

 Ma sulla strada dell’obbligatorietà del vaccino stamane è intervenuto  anche il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. “Purtroppo abbiamo una recrudescenza dei numeri che non ci fa stare tranquilli – dice in numero uno dell’associazione dall’assemblea degli industriali a Firenze –  Credo che il Green pass fosse lo strumento che potevamo utilizzare, però l’unica cosa che ci può mettere al sicuro è l’obbligo vaccinale, quindi quello è un percorso su cui dobbiamo avere il coraggio di fare una riflessione seria.  “Purtroppo i dati che arrivano dal nord ed Est Europa sono preoccupanti non ci possiamo permettere di bloccarci, la nostra è un’economia basata sulla trasformazione, e quindi sull’export: quest’anno forse faremo il record di 500 miliardi e non ci possiamo fermare”.

“Il virus continua a procurare allarme, non si è esaurito, il nostro dovere di responsabilità è particolarmente verso i più fragili”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione della celebrazione al Quirinale de “I Giorni della Ricerca”.

Contro il Covid “abbiamo eretto un argine – continua il capo dello Stato – siamo riusciti ad imboccare la strada della ripartenza, grazie alla scienza che ci ha fornito gli strumenti per proteggerci e per riconquistare spazi di libertà, cui eravamo stati costretti per qualche tempo a rinunciare. Siamo riusciti a registrare una ripresa economica incoraggiante”.

“I vaccini – ha ribadito – sono stati la nostra maggiore difesa, hanno salvato migliaia e migliaia di vite, hanno ridotto le sofferenze, hanno consentito le riaperture. Sono stati realizzati e prodotti in un tempo così breve e in quantità così grandi come mai era accaduto nella storia. Anche questo è in larga misura merito della ricerca”.

L’Associazione italiana per la ricerca sul cancro ha “incarnato la grande intuizione e la grande speranza di sconfiggere cancro, quando appariva come un sogno – ha continuato Mattarella – Insieme avete fatto grandi passi avanti. Oggi sappiamo che sconfiggere il cancro è possibile ed è un traguardo cui si può e si deve tendere. Il traguardo non è a portata di mano ma in molti ambiti la percentuale dei guariti è salita costantemente, le diagnosi sono più precoci e questo consente una maggiore efficacia delle cure. Per tante patologie la vita dei malati è migliorata – ha ricordato -. E’ divenuta compatibile con il lavoro e la serena quotidianità. Le terapie sono diventate meno invasive e le prospettive di sopravvivenza si sono alzate. Nuove tecniche consentono di salvare ogni giorno di più vite umane e questo si deve alla ricerca”.

Fonte: Repubblica

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