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Il ministero alla Salute ha intenzione di mettere in regola tutti coloro che hanno fatto Sinovac e Sputnik, cioè i due vaccini non riconosciuti in Europa. Le persone che hanno ricevuto la somministrazione di quei medicinali potrebbero così lavorare. In un colpo solo si recuperano così circa 100mila persone che, al momento, non hanno il Green Pass e, quindi, non possono andare al lavoro. Tra queste, molte colf e badanti, ma anche lavoratori agricoli, dell’edilizia e dei trasporti.

Una decisione condivisa

“C’è una lista di vaccini oms che non comprende lo Sputnik, ma include i vaccini cinesi Sinovac e Sinopharm – ha detto il capo della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza -. Per quanto riguarda i vaccini nella lista Oms e Sputnik, in queste ore si sta valutando la possibilità di prendere una decisione insieme agli altri paesi Ue, soluzioni che vanno da un mutuo riconoscimento all’ esenzione”.

La lista dei Paesi in lizza

A permettere lo sblocco della situazione sarebbe quindi il regolamento sul Green Pass della Commissione europea. In quell’atto, infatti, si prevede che i cittadini di alcuni Paesi extra Ue possano circolare liberamente, se vaccinati, in base a una sorta di reciproco riconoscimento dei certificati vaccinali, al di là del tipo di medicinale alla base del documento. Ci sono cioè alcuni Stati che danno sicurezza sulla veridicità del certificato. Per il momento, sono 14 Paesi, tra i quali Albania, Marocco, Macedonia, Svizzera, Ucraina, Turchia. Altri 48 stanno però per entrare nella lista.

Il richiamo con Pfizer o Moderna

Da giorni per chi ha ricevuto Sputnik, Sinovac e Sinopharm, si ipotizza il richiamo “eterologo”, cioè con un vaccino a Rna messaggero come Pfizer o Moderna. Il Consiglio superiore di sanità aveva proposto di farlo entro 6 mesi. Se passerà questa linea chi farà la terza dose riceverà il Green Pass per un anno.

Fonte: Repubblica

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