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venezia ha origini carolingie e non bizantine lo rivelano gli affreschi del ix secolo ora ritrovati - Venezia ha origini carolingie e non bizantine. Lo rivelano gli affreschi del IX secolo ora ritrovati

Da un lato, le immagini di Maria e di un’ancella. Dall’altro un bel San Martino. Una vera sorpresa per gli archeologi che, guidati da Diego Calaon dell’Università di Venezia, stanno indagando sotto il tetto della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello. Perché sono affreschi del IX secolo, i più antichi mai scoperti a Venezia. Ma c’è molto di più. Sono una prova, l’ennesima ma la più schiacciante, che Venezia non è sempre stata l’irriducibile baluardo dell’Impero bizantino in occidente, come la storiografia cittadina ci ha fatto credere, e come afferma tutt’ora la maggior parte degli storici. La Venezia delle origini era, come tutta la terraferma di allora, soggetta ai Carolingi. Politicamente e culturalmente, Venezia è nata carolingia.

Com’è possibile questo ribaltamento di prospettiva? Partiamo proprio da Torcello che fu uno dei primi luoghi dove, dopo il tramonto dell’impero romano, si stabilirono coloro che prima abitavano in terraferma. In particolare le genti di Altino, città romana ai bordi della laguna: poiché il loro porto si impaludava, per commerciare gli altinati si sono spostati sempre più verso il centro della laguna. Prima a Torcello e poi a Venezia. Per questo Torcello è importante per capire davvero come nacque Venezia.

E infatti Calaon ha scavato per anni a Torcello trovando strutture portuali e magazzini e case. Ora invece sta supportando, in basilica, il lavoro dei restauratori che consolidano i mosaici e le murature delle absidi. Sono lavori decisi dal Patriarcato di Venezia a seguito dell’eccezionale acqua alta del novembre scorso, e finanziati da Save Venice con 2 milioni di euro. Nella cappella del Diaconico, l’abside destra della basilica, gli archeologi hanno indagato lo spazio tra la volta decorata a mosaici e il tetto: uno spazio colmo di macerie ma che, svuotato, ha rivelato i pochi affreschi rimasti alle pareti.

Il loro stile rimanda chiaramente all’Europa piuttosto che alla Bisanzio di allora, con quei colori vivaci e quell’horror vacui (il bisogno di decorare tutti gli spazi disponibili) che sono l’opposto della ieraticità bizantina. E le didascalie che contornano le figure non lasciano dubbi: le analisi dell’epigrafista Flavia de Rubeis dell’Università di Venezia, hanno rivelato che sono dipinte in una grafia di tipo carolingio, diffusa solo nella pianura padana e solo nel IX secolo.

Tutto questo – assieme alle altre indagini degli archeologi in basilica, in particolare quelle sotto l’altare del Diaconico che hanno raggiunto le fondazioni – fornisce un quadro molto chiaro sulla storia della grande e famosa basilica: l’edificio che vediamo oggi è stato realizzato nel IX secolo quando fu decorato con sculture e affreschi “carolingi”, e nell’XI secolo gli affreschi furono sostituiti dai meravigliosi e famosi mosaici in stile bizantino. Ma le vicende della grande basilica di Torcello rispecchiano quel che accadde un po’ in tutta la laguna, e che l’archeologia aiuta a documentare.

La prima menzione ufficiale di Venezia risale all’anno 814, anno della pace di Aquisgrana, un accordo tra carolingi e bizantini dai contorni poco chiari. “Subito dopo, però, Venezia emette la sua prima moneta”, racconta Calaon. “Sul fronte c’è la città di Venezia; sul retro il volto di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno e suo successore. Il legame tra la città e l’imperatore non potrebbe essere più chiaro”. E Calaon continua a parlare dei mercanti veneziani che navigarono per tutto il secolo per conto dei Carolingi, commerciando con Alessandria d’Egitto più che con Costantinopoli: le influenze islamiche nell’arte veneziana vengono da lì. Poi però Alessandria decadde come porto commerciale, e la potente flotta commerciale veneziana approfittò della crisi scoppiata allora a Costantinopoli per sostituirsi pian piano ai bizantini nei traffici con l’Oriente.

Siamo quindi giunti all’XI secolo quando il doge Pietro Orseolo II stipula un trattato di amicizia con Costantinopoli, la Bolla d’Oro. Da quel momento Venezia è bizantina e tutta rivolta a oriente. E sono stati proprio gli Orseolo a ridecorare la basilica di Torcello in stile bizantino.

“Gia lo storico Wladimiro Dorigo, negli anni Novanta del secolo scorso, aveva accennato al fatto che Venezia fosse nata carolingia, dicendo persino che il primo edificio della Basilica di San Marco, sempre di IX secolo, assomigliava alla Cattedrale di Aquisgrana”, conclude Calaon. “Ora l’archeologia sta portando sempre più alla luce, fuori dalle ombre del mito, la vera storia delle origini di Venezia”.

Fonte: Repubblica

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