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VENEZIA – Di notte o in pieno giorno, non importa, basta l’ebbrezza. In meno di una settimana sono già due i turisti che si sono tuffati in Canal Grande, senza rendersi conto del pericolo che correvano per sé e per gli altri. Gli episodi hanno fatto imbestialire il sindaco Luigi Brugnaro che ha chiesto al giudice di pace i poteri penali per poter infliggere ai trasgressori fino a 10 giorni di cella.

L’ultima bravata l’ha fatta un cittadino australiano di 33 anni ieri notte, beccato dalle telecamere. Il giovane, in costume, si è lanciato di testa dal Ponte dell’Accademia, incurante del possibile passaggio di vaporetti. Le telecamere di videosorveglianza lo hanno immortalato da solo mentre si tuffa nel vuoto da un’altezza di circa sette metri. La polizia locale lo ha individuato, denunciato e allontanato dalla città. “Di più non possiamo fare – ha detto il sindaco – Abbiamo le mani legate”. L’australiano è stato multato con una sanzione da 450 euro e denunciato per il reato di inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. Infine gli è stato imposto il Daspo di allontamento per 48 ore dalla città. 

Venezia, si tuffa dal ponte dei Bereteri: il video sui social

786551 thumb rep r210814 tuffovenezia - Venezia, le follie dei tuffi dai ponti sul Canal Grande. Il sindaco: "Voglio poteri penali"

Pochi giorni fa un altro si è gettato in pieno giorno dal Ponte degli Scalzi (circa sette metri) vicino alla stazione ferroviaria, sfiorando di striscio vaporetti e taxi. In questo caso si trattava di un ragazzo di 32 anni palestinese, regolarmente residente in Italia, che ha reagito in modo violento quando si sono avvicinati due agenti della polizia locale. L’uomo è stato denunciato per resistenza al pubblico ufficiale e gli è stato dato un Daspo di 48 ore con l’obbligo di non entrare a Venezia. 

Misure che per il sindaco sono insufficienti a fermare chi infrange le regole. Per il primo cittadino qualche giorno di prigione sarebbe la misura giusta per far capire che a Venezia i tuffi non si devono fare. In passato nel 2016 un marinaio neozelandese di 44 anni si era tuffato dal Ponte di Rialto, finendo sul parabrezza di un taxi che stava passando in quel momento. Dopo qualche mese, a causa delle fratture subite, l’uomo è morto. 

Ora, da quando l’estate è ripartita e Venezia è di nuovo piena di turisti, sono ricominciati anche i tuffi, ma questa volta il sindaco vuole andare fino in fondo. Per i futuri trasgressori all’orizzonte si profila qualche giorno di cella.

Fonte: Repubblica

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