Condividi:

Capo Verde accoglie la richiesta degli Usa ed estrada l’uomo che conosce tutti i segreti di Maduro. E’ un pessimo colpo per l’uomo forte di Caracas. Il peggiore da quando Hugo Chávez, poco prima di morire, gli consegnò lo scettro del potere.

Si chiama Alex Saab, ha 49 anni e da dieci è il prestanome del presidente venezuelano. Colombiano di Barranquilla con origini libanesi, grazie al suo talento come uomo d’affari è entrato nelle grazie di Maduro che gli ha affidato i suoi segreti. Nel business personale e nelle triangolazioni che il regime ha dovuto mettere a punto per aggirare le sanzioni statunitensi. Soprattutto con il petrolio, venduto e comprato. Ma anche con i contratti più semplici, umanitari, come l’acquisto di cibo da destinare ai Clap, i Comitati di approvvigionamento e produzione, con i quali il governo sfama le classi più povere del paese. Fu su una di queste compravendite che scivolò il pupillo di Maduro: la merce acquistata risultò avariata e la cosa, negata con sdegno da Saab, provocò imbarazzo e scandalo.

Passa qualche anno e il suo nome attira l’attenzione del Dipartimento del Tesoro americano. Lo ritengono più di un semplice prestanome del presidente: è il suo vero braccio destro. Da anonimo organizzatore di centri di assistenza sociale, Alex Saab è diventato nel giro di pochi anni il referente di ogni trattativa ufficiale del governo venezuelano nel mondo. Nei suoi confronti viene spiccato un ordine di cattura internazionale per riciclaggio: 350 milioni di dollari, il tesoro che Maduro e il vertice del regime avrebbero accumulato. Gli Usa considerano Alex Saab un teste prezioso. Sanno di poter ottenere da lui conferme e rivelazioni che possono inchiodare il loro incubo venezuelano.

Ma l’uomo è furbo. Sfugge con abilità alle tante trappole dell’intelligence statunitense. Cade per un pieno di benzina: nel giugno del 2020 si ferma con il suo jet personale sull’isola di Sal, a Capo Verde, dove fa tappa per un rifornimento. Le autorità dell’ex colonia portoghese lo bloccano e lo arrestano. Nicolás Maduro è furibondo. Avvia una campagna di difesa, accusa gli Usa di persecuzione, nega il ruolo che viene affibbiato a Saab. Ricorda che ha tutela diplomatica, che fa parte della delegazione per il dialogo con le forze di opposizione. Dialogo avviato di nuovo tre mesi fa in Messico, grazie alla mediazione norvegese, e che adesso il presidente venezuelano ha di colpo interrotto come reazione all’estradizione dell’uomo d’affari in Usa.

Alex Saab è un martire, secondo la propaganda di Caracas. Per nessun altro c’è stata una campagna di difesa così intensa e diffusa. Le sue foto campeggiano su tutte le strade della capitale. Ogni esponente di punta del regime ha speso fiumi di parole per sottrarlo agli americani. E questo, oltre alle puntigliose rivelazioni del sito investigativo Armando.info messo al bando dai chavisti, aggredito con rara violenza, dimostra l’importanza del personaggio. Il silenzio che avvolse all’epoca l’arresto di Saab a Capo Verde, anche da parte di Caracas, è stato sintomatico. Meno se ne parlava meglio era. È stato interrotto solo quando è arrivata la richiesta di estradizione. In suo favore si sono spesi tutti i papaveri del regime. 

Ieri il verdetto dell’Alta Corte capoverdiana. L’uomo dei mille segreti è già arrivato a Miami. Difficile credere che si sacrificherà per il suo capo. Se accetterà di collaborare in cambio della protezione bucherà la rete di interessi e di affari che ha costruito in tanti anni di lavoro meticoloso. E per Nicolás Maduro potrebbe essere la mazzata decisiva.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy