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vince la protesta on line sospesa lesecuzione di tre giovani iraniani - Vince la protesta on line, sospesa l'esecuzione di tre giovani iraniani

Amirhossein Moradi, Mohammad Rajabi e Saeed Tamjidi avranno un nuovo processo, dopo una poderosa campagna di mobilitazione online per chiedere di fermare la loro esecuzione.  La Corte suprema iraniana domenica ha accettato la richiesta degli avvocati dei tre manifestanti antigovernativi condannati a morte dopo aver partecipato alle proteste di novembre in base all’articolo 474 del codice penale iraniano, ha confermato uno dei legali Babak Paknia. 

Insieme a migliaia di altre persone in tutto l’Iran, nello scorso novembre Amirhossein, Mohammad e Saeed erano scesi in piazza contro il rincaro del prezzo della benzina, una protesta che in pochi giorni si era rivolta contro tutto il sistema di potere iraniano accusato di non aver saputo gestire la crisi economica molto dura in cui si trova il Paese. I tre ragazzi, che hanno poco più di 20 anni, erano stati condannati a morte con accuse di rapina e “atti di guerra” contro il regime, ma senza che i loro avvocati potessero avere accesso a tutta la documentazione del caso. La sentenza ha scatenato un’ondata di proteste online, partite dall’Iran e che sono arrivate a coinvolgere migliaia di iraniani, anche fuori dal Paese, con quasi 10 milioni di interazioni social. Alla campagna hanno preso parte anche molti personaggi noti del mondo dello sport e della cultura iraniani, e la richiesta di fermare le esecuzioni dei tre manifestanti è diventata in breve tempo una presa di posizione più ampia contro la pena di morte. 

“Abbiamo inviato una richiesta di riconsiderazione del verdetto alla Corte suprema e lo ha accettato. Speriamo che il verdetto venga annullato”, ha spiegato all’Afp Paknia che assiste Moradi. “Speriamo davvero che la sentenza (di morte) venga revocata, dato che uno dei giudici della Corte Suprema si è già opposto al verdetto”, hanno dichiarati gli avvocati della difesa in una nota rilasciata all’agenzia di stampa ufficiale Irna. Il ricorso in cassazione “potrebbe richiedere alcuni mesi” ma secondo l’Afp  la difesa pensa anche di inviare una richiesta al capo dell’autorità giudiziaria del Paese nel caso in cui la loro attuale campagna fallisca. Durante le proteste di novembre c’erano stati anche episodi di violenza con assalti alle stazioni di polizia, negozi saccheggiati, ma il regime aveva risposto con una repressione durissima: le vittime sono state almeno 500 e per una settimana l’Iran è rimasto fuori dalla rete internet globale.Fonte: Repubblica

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