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yemen bomba ecologica sulle coste una petroliera a rischio affondamento - Yemen, bomba ecologica sulle coste: una petroliera a rischio affondamento

Una bomba ecologica è ancorata a una quarantina di miglia dalle coste dello Yemen in guerra. E’ la Safer, petroliera carica di oltre un milione di barili di greggio che da cinque anni arrugginisce abbandonata al largo del porto di Hodeidah, controllato dai ribelli houthi. Sui gravi rischi ambientali che comporterebbe un suo affondamento è intervenuto perfino il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che s’è riunito ieri per discutere del caso dopo che domenica scorsa una squadra di suoi esperti è finalmente potuta salire a bordo.

Il Consiglio di Sicurezza ha deciso di occuparsi della vicenda perché fino a tre giorni fa le milizie ribelli si erano sempre opposte a che dei funzionari Onu potessero ispezionare la nave e soprattutto a che delle squadre di tecnici potessero intervenire sulla sua manutenzione. Alla fine, consapevole della spaventosa minaccia ambientale, in un suo tweet lo stesso ministero degli Esteri yemenita ha dichiarato che il Consiglio di sicurezza avrebbe tenuto una sessione speciale per discutere della questione della Safer.

Corrosa dell’acqua salata, perché senza nessuna manutenzione da quando nel 2015 è scoppiata la guerra civile, la petroliera rischia di mettere a rischio la vita tre milioni di persone che verrebbero colpite da gas tossici, oltre di distruggere le stazioni di desalinizzazione del Paese e il prezioso ecosistema del Mar Rosso in un’aerea già altamente vulnerabile all’inquinamento da idrocarburi. La minaccia non riguarda soltanto lo Yemen bensì tutti i Paesi vicini, e un disastro di tale portata avrebbe gravi conseguenze anche sull’economia e sulle attività vitali di decine di milioni di persone. Per gli esperti, senza un intervento immediato la Safer potrebbe provocare il più disastro ambientale di proporzioni gigantesche, quattro volte più grave dell’incidente del 1989 della Exxon Valdez statunitense, sulle coste dell’Alaska, considerato il più grande disastro ambientale della storia. Disastro di cui gli houthi sarebbero ritenuti responsabili.

Per evitarlo, da mesi la comunità internazionale e diverse organizzazioni ambientaliste sono state invitate a intervenire, cercando di convincere le milizie di ribelli affinché accontissero al team delle Nazioni Unite e alle squadre per la manutenzione di raggiungere l’area. Costruita nel 1976 e ormeggiata dal 1988 a largo dello Yemen  dove fungeva da terminale galleggiante di stoccaggio e scarico, volto a ricevere il greggio di esportazione yemenita e caricarlo sulle navi, la Safer è inutilizzata dalla conquista dei ribelli del porto di Hodeidah. Adesso è necessario un intervento tempestivo senza il quale aumentano i rischi di una catastrofe annunciata.

Fonte: Repubblica

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