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213726842 f58c453a d22f 4065 9592 58018dec78b6 - A che punto è il virus

È una fotografia in chiaroscuro quella dell’Italia che cerca di tornare a vivere prendendo le misure al Covid e alla sua quarta ondata. L’epidemia cresce in modo contenuto, arginata dalla campagna vaccinale che — è annuncio di ieri del generale Figliuolo — potrà contare nella seconda metà di agosto su tre milioni di dosi in più che arriveranno in Italia grazie al pressing del premier Draghi sulla Ue, portando a 10 milioni la scorta di fine estate con cui il governo punta a vaccinare almeno il 60 per cento degli studenti in modo da poter riaprire le scuole in sicurezza. La curva dei contagi, ancora in salita, flette da tre settimane e il contraccolpo su ospedali e terapie intensive è basso. Con l’introduzione del Green Pass si spera di scongiurare nuove chiusure.

I contagi

Finito l’effetto notti magiche, la corsa sta rallentando

La curva cresce con meno decisione. Dopo incrementi settimanali a luglio dell’85, del 102 e poi del 51 per cento, tra lunedì 2 e domenica 8 agosto le Regioni hanno avuto 41.097 casi contro i 37.959 dei sette giorni precedenti, per un incremento dell’8,2%. Secondo gli esperti dell’Istituto superiore di sanità e del ministero potremmo essere vicini al picco di questa fase, segnata dalla prevalenza anche nel nostro Paese della variante Delta. Stefano Merler, della fondazione Kessler di Trento che calcola l’Rt per l’Istituto, ritiene che la crescita di luglio potrebbe essere legata ai festeggiamenti per le vittorie dell’Italia agli europei, che si sono svolti a giugno. Effetto che ora sta scemando. Bisogna ricordare che nelle settimane più difficili, dal punto di vista dei nuovi casi, si sono toccate 155mila (nel marzo scorso) e 243mila (nel novembre del 2020) positività al coronavirus.

I ricoveri

In ospedale appena un decimo dei malati di quattro mesi fa

La crescita dei casi non è stata seguita da un aumento preoccupante dei ricoveri, almeno per ora. La maggior parte delle nuove positività ha riguardato infatti persone giovani, che difficilmente sviluppano forme gravi di Covid. Ieri nelle terapie intensive degli ospedali c’erano 323 pazienti e nei reparti ordinari 2.786. Appena 3 mesi fa, nel giorno peggiore della terza ondata, il 6 aprile, i malati nelle rianimazioni erano 3.743 e quelli negli altri reparti 29.337, cioè più di dieci volte tanto rispetto ad adesso.
I tassi percentuali di occupazione dei letti ora servono a determinare il colore delle Regioni insieme all’incidenza. Per finire in giallo bisogna avere almeno il 10% delle terapie e il 15% dei letti ordinari occupati. La media italiana è rispettivamente del 3 e del 5%, quindi la situazione è sotto controllo. La Sicilia è al 7 e al 13%, la Sardegna all’11 e al 7%.

Le vittime

La media: venti morti al giorno quasi tutti non vaccinati

Nella settimana conclusa domenica in Italia sono morte 152 persone per il Covid, un po’ più di 21 al giorno di media. Rispetto ai sette giorni precedenti, quando i decessi sono stati 119, c’è stato un leggero aumento ma si resta molto lontani dai periodi peggiori. Un ruolo fondamentale lo ha la vaccinazione. L’81% di chi ha perso la vita nell’ultimo mese, secondo l’Istituto superiore di sanità non aveva fatto neanche una dose oppure (una piccola parte) ne aveva fatta solo una, poco efficace contro la variante Delta. I decessi di persone sotto i 60 anni, non moltissimi, hanno riguardato esclusivamente non vaccinati. Tra i 60 e i 79 anni solo il 7% dei morti aveva completato il ciclo. Negli over 80 si vede il cosiddetto effetto paradosso. Visto che la gran parte della popolazione in questa fascia di età è vaccinata (circa l’87%) i morti che avevano completato il ciclo sono di più che nelle altre categorie, cioè il 36% del totale.

Green Pass

La rivoluzione del certificato. A settembre tocca ai trasporti

L’Italia è ancora tutta in bianco ma le regole sulle zone sono sempre in vigore sebbene con nuovi criteri che, oltre al numero di contagi, tengono conto di quelli adesso ben più significativi di ospedalizzazioni e terapie intensive. Alcune Regioni rischiano di tornare in giallo a fine estate ma il governo spera di evitare nuove chiusure e restrizioni con lo strumento del Green Pass che entrerà compiutamente in vigore dall’1 settembre quando, agli obblighi già esistenti dal 6 agosto per accedere a moltissimi luoghi chiusi, si aggiungeranno quelli per i trasporti. Per salire su aerei, treni ad alta velocità, navi e bus a lunga percorrenza (con la capienza portata all’80 per cento) da settembre sarà necessaria la certificazione verde, già rodata (non senza proteste) ad agosto al chiuso, in bar, ristoranti, palestre, piscine, centri benessere, cinema, teatri e all’aperto nei luoghi di cultura, teatri e stadi.

La scuola

Al bando i prof no vax, ma è scontro sui controlli

La Variante Delta sta stressando anche l’organizzazione del rientro a scuola, dove il timore di una ripresa dei contagi è forte. Il piano varato dal ministro Patrizio Bianchi non presenta novità, e per questo è stato criticato: ripartenza intorno alla metà di settembre; utilizzo anche delle classi che non consentono la distanza minima tra gli alunni: in quel caso, per gli studenti sopra i 12 anni, resta l’obbligo di mascherina. Per l’areazione delle aule ci si affida alle solite finestre aperte. In mensa niente obbligo di monostoviglie. Non c’è, per ora, un piano trasporti dedicato. La novità: il governo ha imposto l’obbligo di vaccino al personale scolastico e la presentazione del Green Pass, pena un’assenza ingiustificata che dopo cinque giorni si trasformerà in sospensione dello stipendio. Polemiche sulle sanzioni ai presidi che non controllano se un prof è vaccinato.

La campagna

Già immuni due italiani su tre e ora tre milioni di dosi in più

Ci avviciniamo a quota 35 milioni, il 64 per cento degli italiani è già vaccinato con doppia dose, la quota dell’80 per cento (fissata come obiettivo per l’immunità di gregge da raggiungere entro la prima metà di ottobre) sembra a portata di mano.
Anche perché la campagna vaccinale guidata dal generale Figliuolo sta procedendo spedita anche in agosto con somministrazioni giornaliere appena sotto le 500 mila. E, per la seconda metà del mese, saranno ben 10 milioni le dosi disponibili grazie ai 3 milioni non previsti che il premier Draghi è riuscito a strappare all’Europa. Due gli obiettivi immediati della campagna: continuare ad erodere quello zoccolo duro di 4,4 milioni di over 50 che non hanno ancora ricevuto neanche una dose e rischiano di contrarre una malattia grave, ma soprattutto immunizzare almeno il 60 per cento degli studenti prima della riapertura delle scuole.

Il richiamo

Dilemma terza dose: non subito e non per tutti

In Italia la discussione è ancora aperta: fare o non fare la terza dose di vaccino? E quando? Al ministero alla Salute pensano che prima o poi sarà necessario fare un ulteriore richiamo, oppure un vaccino un po’ modificato per intercettare nuove eventuali varianti. L’idea, intanto, è quella di riservare la somministrazione extra ai soggetti più fragili, ovvero quelli maggiormente a rischio per età o patologia di sviluppare una forma severa di Covid. Ieri il coordinatore del Cts Franco Locatelli ha comunque invitato a coinvolgere nella campagna vaccinale in corso le tante persone ancora senza copertura prima di stabilire cosa fare con la terza dose. Ci sono però Paesi che intanto si sono mossi. Si tratta di Israele e Regno Unito, che per
primi hanno osservato la curva dei contagi risalire a causa della variante Delta, e anche di Francia e Germania.

 

Fonte: Repubblica

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