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202914899 ed26633c e403 46dd bd68 7a3b90f7fb2a - Ada Colau dice addio a Twitter: "Troppi profili falsi che incitano all'odio"

L’ultimo tweet non è stato un breve cinguettìo con una frase ad effetto, ma un lungo post per spiegare le ragioni di una scelta fatta dopo mesi di riflessione. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, lascia Twitter e i suoi oltre 900mila follower. Tra gli amministratori delle grandi città europee, solo la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, con 1,5 milioni di follower, ha un seguito più numeroso sul social network dell’uccellino azzurro.

Una scelta azzardata? Una decisione che può trasformarsi in un boomerang per una persona con responsabilità politiche, che di colpo perde il contatto diretto con una parte della sua base elettorale? Colau è convinta dell’esatto contrario: “Proprio perché cerco di fare una buona politica, lascio Twitter”. Il ragionamento della alcaldessa – al suo secondo mandato alla guida della capitale catalana – è un invito a riflettere sulla trasformazione subita da questa piattaforma social: “La politica è dialogo e dibattito, e grazie allo scambio di informazioni e opinioni possiamo migliorare. Quando Twitter partì, c’era molto di tutto ciò. Purtroppo, è risaputo che negli ultimi anni la rete si è riempita di profili falsi e anonimi che intossicano e incitano all’odio. Molti di questi persino comprati con denaro (bots) dall’estrema destra”.

A questo, Colau aggiunge il fenomeno che definisce “tirannia della presenza permanente”: “Sembra che tutti debbano opinare di tutto, e in ogni momento. Se all’improvviso non fai un tweet su un tema polemico, viene fuori qualcuno a dire che è una vergogna che tu non abbia detto niente su questo o quello”. La sensazione della sindaca è che in rete venga deformata la realtà dando uno spazio spropositato alle polemiche più aspre e ai discorsi dell’odio. Tutto il contrario di ciò che servirebbe in questo momento: “Con una crisi sanitaria ed economica senza precedenti – dice Colau – bisogna allontanarsi il più possibile dal rumore e dalla contrapposizione sterile. Perciò sono arrivata alla conclusione che nella politica ci sia un eccesso di testosterone, mentre occorrono più empatia, complessità, ascolto, pedagogia e sfumature”.

Da qui la decisione di rompere con uno strumento di comunicazione nel quale non si riconosce più. “Senza drammi né vittimismo, con una decisione molto razionale”. Ma per l’ex attivista del movimento antisfratti diventata dirigente politica di punta della sinistra spagnola, il divorzio dalla Rete non è totale: per il momento, chiede ai suoi numerosissimi follower di seguirla su altre piattaforme – Facebook, Instagram e Telegram – che utilizzerà soprattutto per comunicare le principali scelte di politica locale a Barcellona. 

Fonte: Repubblica

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