Condividi:

BERLINO — Domenica sera Angela Merkel aveva ancora annunciato riservatamente ai capigruppo che la Germania avrebbe evacuato 10mila persone da Kabul. La cancelliera non aveva nascosto la sua irritazione per il frettoloso ritiro Usa e la preoccupazione che la rapida riconquista talebana scateni una nuova emergenza profughi. In conferenza stampa Merkel si è limitata ieri a dire che gli aerei militari A400 porteranno in Germania «e in Paesi terzi sicuri» anche «più persone possibili » tra gli esponenti delle Ong che rischiano di diventare facili bersagli delle rappresaglie dei talebani. Parlando di «sviluppi drammatici e terribili », Merkel ha precisato che «1900 collaboratori locali su 2500 sono stati già evacuati», e che di 1500 dipendenti delle Ong presenti in Afghanistan circa 600 hanno chiesto aiuto e saranno soccorsi.

Il clima a Berlino è incandescente; fino a ieri volavano stracci tra il ministero della Difesa e quello degli Esteri, riporta una fonte governativa. Ma la data alla quale si guarda è quella del 26 settembre, delle elezioni politiche. Il candidato della Cdu/Csu alla cancelleria, Armin Laschet ha sottolineato che «l’errore del 2015 non si deve ripetere». La preoccupazione è che la crisi afghana possa spostare voti verso l’ultradestra Afd. La verità è che nessuno in Europa si aspettava un’avanzata dei talebani così travolgente. Merkel ieri si è associata al ministro degli Esteri Heiko Maas nell’ammettere che «abbiamo sbagliato tutti a valutare la situazione». Dopo le scene di panico all’aeroporto di Kabul, ieri pomeriggio le operazioni di evacuazione sono state bloccate per consentire agli americani di ripristinare minime condizioni di sicurezza. I ministri degli Esteri Ue si riuniranno oggi e i loro colleghi degli Interni domani per stabilire una linea comune. La cancelliera non ha escluso un Consiglio Ue straordinario. Ma i “falchi” come l’Austria hanno fatto sapere di non voler rinunciare ai rimpatri dei profughi, eventualmente nei Paesi vicini. E l’Ungheria ha segnalato zero disponibilità alla solidarietà.

Lo shock per il blitzkrieg dei talebani è generale: l’Italia aveva programmato di evacuare entro fine agosto un migliaio di persone, inclusi i collaboratori afghani dei ministeri di Esteri e Difesa, dopo un’attenta analisi delle loro biografie, insomma dopo essersi accertata di non importare jihadisti. Dalla Farnesina fanno sapere che Roma potrebbe accogliere altri due-tremila collaboratori afghani. Ma fonti diplomatiche europee esprimono preoccupazione per la fuga in avanti di Macedonia, Albania e Kosovo, che hanno espresso la loro disponibilità ad accogliere profughi. A Roma, intanto, sono arrivati i primi 70 evacuati. Anche Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia procedono alle evacuazioni del loro personale diplomatico e dei connazionali. Idem la Francia. E il presidente Emmanuel Macron, dopo aver parlato con Merkel ha sottolineato che l’Europa «non si può assumere da sola in compito» di affrontare una prevedibile nuova crisi dei profughi. Parigi annuncia un’iniziativa con il Regno Unito, per discutere la crisi.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy