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I talebani hanno preso il controllo del palazzo presidenziale di Kabul. La notizia la dà per prima la Reuters subito dopo la conferma che il presidente afghano Ashraf Ghani ha lasciato il Paese.

Il giorno della caduta di Kabul inizia con una frase del ministro dell’Interno afghano: “I talebani hanno iniziato a entrare in città e avanzano da ogni lato”. Una notizia che segna l’inizio della fine del governo del presidente Ghani, che sarà sostituito a breve con un esecutivo guidato dall”Emirato islamico dell’Afghanistan’, ovvero i talebani. E la giornata termina con la partenza da Kabul di diplomatici e personale straniero. Per l’Italia l’annuncio arriva dopo le 23 dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “In questo momento il volo dell’aeronautica militare con a bordo i nostri connazionali è partito da Kabul”. Di Maio ha aggiunto che altri voli continueranno a decollare da Kabul nei prossimi giorni, che un presidio diplomatico resterà in aeroporto: “La situazione è tragica, non abbandoneremo gli afghani”, ha concluso.

Sono ore drammatiche nella capitale, con migliaia di civili in fuga per paura di vendette da parte dei miliziani. I capi talebani hanno ordinato ai propri combattenti di astenersi da ogni violenza, permettendo “una transizione pacifica” e il passaggio a chi voglia lasciare la città. “Rispetteranno i diritti delle donne e consentiranno loro l’accesso all’istruzione”, assicura il portavoce per i media internazionali Suhail Shaheen parlando alla Bbc. Ed esclude un governo di transizione. L’unico obiettivo è la resa totale.

Il mullah Baradar agli afgani: “Il test inizia ora”

Abdul Ghani Baradar è tante cose: uno dei fondatori del gruppo, sodale dello storico leader mullah Omar, capo dell’ufficio Politico di Doha e capo negoziatore in Qatar. Ora probabile presidente dell’Emirato talebano.  In un video messaggio inviato agli afgani si è complimentato per la conquista del Paese, sottolineando che “le prove iniziano ora: essere all’altezza delle aspettative della gente. Servire il popolo per aiutarlo a risolvere i problemi”. E ha sottolineato che quanto compiuto dai mujahideen talebani non ha pari nel mondo.

Da Doha un portavoce dell’ufficio politico dei talebani ha detto ad Al Jazeera che la guerra in Afghanistan “è finita”, aggiungendo che sarà chiaro “presto” che tipo di governo ci sarà. E che il gruppo è pronto a dialogare con “personalità afgane”, a cui verrà garantita la necessaria protezione.

Il messaggio di Ghani dopo la fuga

Il presidente afgano ha spiegato su Facebook di aver abbandonato il Paese per evitare ai cittadini di Kabul un bagno di sangue. “Oggi, mi sono imbattuto in una scelta difficile: dover affrontare i talebani armati che volevano entrare nel palazzo o lasciare il caro Paese alla cui protezione ho dedicato la mia vita a proteggere negli ultimi vent’anni”, ha scritto Ghani, che si sarebbe rifugiato in Uzbekistan secondo il Nyt o in Tajikistan secondo altre fonti.

Ghani ha quindi auspicato che i talebani superino la “nuova prova storica” proteggendo “il nome e l’onore dell’Afghanistan”. È “necessario che i talebani garantiscano tutte le persone, le nazioni, i diversi settori, le sorelle e le donne dell’Afghanistan per conquistare la legittimità e il cuore del popolo – conclude Ghani promettendo di  – continuare a servire sempre la nazione”.

I talebani rassicurano: “Nessun pericolo per gli stranieri”

“Assicuriamo a tutte le ambasciate, missioni diplomatiche, istituzioni e cittadini stranieri a Kabul, che non vi è alcun pericolo per loro”. Lo scrive in un tweet il portavoce dei Talebani, Zabihullah, secondo cui “le forze dell’Emirato Islamico hanno il compito di mantenere la sicurezza a Kabul e in altre città del Paese”.

Caos in aeroporto a Kabul

Il Dipartimento di Stato americano ha allertato sulla situazione in aeroporto “che si sta aggravando velocemente”. La BBc riporta  gente che corre sulla piste pur di riuscire a salire sugli aerei e lasciare il paese. Le strade per l’aeroporto sono ingolfate con centinaia di persone che cercano disperatamente di fuggire.

Afghanistan, panico all’aeroporto di Kabul tra i diplomatici e civili stranieri in fuga

786672 thumb rep aeroportoafghanista15821fp - Afghanistan, nasce l'Emirato Islamico dei talebani. Ghani lascia il Paese: "L'ho fatto per evitare un massacro". Partito da Kabul il volo con gli italiani

 

Boris Johnson: “È in corso un cambio di regime”

In un’intervista televisiva il premier britannico si è augurato ch la situazione in Afghanistan non ritorni ad essere pre-2021. Riconosce che è in corso un cambio di regime. “Non sappiamo ancora che tipo di regime sarà”, ha concluso.

I talebani entrano in città per “proteggerla dai saccheggi”: 40 feriti

Un ospedale di Kabul ha reso noto su Twitter che “più di 40 persone” sono rimaste ferite in scontri alla periferia della capitale afghana e sono state ricoverate. I talebani avevano dichiarato di rimanere ai margini fino ad accordo avvenuto col governo. Ma uno dei capi, Zabihullah Mujahid, ha affermato che poiché le forze di sicurezza hanno lasciato Kabul e i loro posti di blocco, le forze talebane hanno deciso di entrare per prevenire il caos e il saccheggio.

Il segretario di Stato Usa alla Cnn: “Risposta rapida se attaccati”

“Questa non è Saigon”, “gli Stati Uniti sono riusciti nella loro missione di fermare gli attacchi contro Washington”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken. In un’intervista alla Cnn, Blinken ha respinto ogni paragone tra la situazione a Kabul e la caduta di Saigon in Vietnam nel 1975, ribadendo che gli Stati Uniti hanno “raggiunto gli obiettivi” della guerra in Afghanistan. “Siamo andati in Afghanistan 20 anni fa con una missione e quella missione era regolare i conti con chi ci ha attaccato l’11 settembre. Abbiamo portato a termine questa missione”.

Il corpo diplomatico

Diplomatici e cittadini dell’Unione europea si stanno spostando in località protette, pronti a lasciare il Paese. Elicotteri americani sono atterrati vicino all’ambasciata degli Stati Uniti per evacuare il personale. Veicoli blindati hanno iniziato a lasciare la sede diplomatica, probabilmente diretti verso l’aeroporto. Berlino ha spostato la rappresentanza diplomatica nella zona militare dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul e prenderà misure urgenti per evacuare il suo staff, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri, Heiko Maas.

In queste ore diplomatici e cittadini occidentali che vivono e lavorano a Kabul stanno lasciando l’Afghanistan, con un ponte aereo in cui sono coinvolti anche gli italiani. Il Cremlino non evacuerà la sua ambasciata e ha fatto sapere che “è pronta a collaborare col governo ad-interim”

Anche la Nato rimane a Kabul con un’esigua rappresentanza diplomatica. “La Nato valuta costantemente gli sviluppi in Afghanistan”, ha detto il funzionario di stanza in Afghanistan a Reuters, aggiungendo che la sicurezza del personale dell’alleanza è fondamentale. Dopo quasi due decenni, la Nato ha completato le operazioni militari nel Paese e ha ritirato la maggior parte delle truppe. L’alleanza gestisce ancora una rappresentanza diplomatica a Kabul. 

Il Regno Unito sta preparando l’evacuazione del personale dell’ambasciata a Kabul. Rimane in città l’ambasciatore, Sir Laurie Bristow, insieme a un piccolo gruppo di funzionari. Seicento soldati sono dispiegati nella capitale per l’evacuazione dei cittadini britannici rimasti e degli afgani che hanno collaborato con l’esercito di Londra.

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Le truppe inglesi arrivano a Kabul

Credit: Ben Shread/Mod/Crown Copyright


 

Aerei militari sono in partenza dalla Germania per evacuare il personale diplomatico tedesco e i loro collaboratori afghani da Kabul. Lo ha comunicato ai cronisti il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas. “I voli andranno da Kabul a un Paese vicino, per il successivo trasporto in Germania forniremo voli civili”, ha detto Maas, “una squadra base dell’ambasciata resterà all’aeroporto di Kabul per continuare a lavorare e gestire ulteriori evacuazioni”. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu è stato convocato domani per discutere della situazione in Afghanistan.

Conquistata Jalalabad 

Conquistata anche la città chiave di Jalalabad, nell’est dell’Afghanistan. Capitale della provincia di Nangarhar, è stata catturata senza combattere, come hanno spiegato all’agenzia tedesca Dpa due consiglieri provinciali e un residente. La cattura della città di Jalalabad con una popolazione stimata di oltre 280.000 abitanti e di altre aree della provincia dà agli insorti il controllo del valico di frontiera di Torkham, la più grande rotta commerciale e di transito tra l’Afghanistan e il Pakistan. I talebani ora controllano almeno 25 capoluoghi di provincia delle 34 province dell’Afghanistan. Tutte queste città sono state catturate in 10 giorni.

Cade anche Bamiyan

Anche Bamiyan, capoluogo dell’omonima provincia nell’Afghanistan centrale, è stata conquistata dai talebani, che controllano la residenza del governatore, il dipartimento di polizia locale e la sede dei servizi di intelligence. Lo ha annunciato su Twitter il portavoce Zabihullah Mujahid. La città di Bamiyan e la sua valle sono famose per i Budda distrutti proprio dai talebani esattamente 20 anni fa, nel 2001.

Fonte: Repubblica

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