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Centinaia di persone, tra cui donne e bambini, hanno manifestato nelle vie di Kabul intonando slogan anti-Pakistan. E come con la protesta delle donne di due giorni fa, i talebani hanno iniziato a sparare in aria per disperdere la folla. Al momento non si hanno notizie di feriti.

In alcuni filmati si vedono persone radunate e poi in fuga, mentre si sente un ravvicinato susseguirsi di presunti colpi d’arma da fuoco. Nelle immagini diffuse sui social media da Tolo News e dai suoi giornalisti, si vede la folla sfilare nelle strade, scandendo slogan e mostrando cartelli contro gli estremisti islamici e Islamabad, a sostegno della resistenza nel Panshir.

L’emittente locale Tolo News ha twittato l’arresto di un suo fotografo, Waheed Ahmadi, a cui è stata sequestrata la macchina fotografica. Dopo tre ore, il reporter è stato rilasciato. Con lui, tutta la sua attrezzatura.

Succede il giorno dopo la vittoria talebana in Panshir contro la resistenza. Tre giorni fa una delegazione di funzionari militari pakistani guidata da Faiz Hameed, direttore generale dell’Isi, i servizi di intelligence del Pakistan, è arrivata a Kabul. “Abbiamo lavorato per la pace in Afghanistan e lo faremo in futuro; non c’è nulla di cui preoccuparsi”, ha detto Hameed parlando con i media. La preseza degli amici pakistani serve presumibilmente a mediare tra personalità e gruppi talebani in conflitto tra loro sulla nuova formazione del governo.

Di Maio: “Possibile presenza congiunta Ue/Onu in Afghanistan”

“Stiamo riflettendo sulla creazione di una presenza congiunta in Afghanistan – un nucleo formato da funzionari di più Paesi sotto l’ombrello dell’Unione Europea o, eventualmente, delle Nazioni Unite – con funzioni prevalentemente consolari e che serva da punto di contatto immediato. Si tratterebbe di una soluzione innovativa, per la quale sarà necessario un efficace coordinamento preventivo, sia per gli aspetti di sicurezza sia per la necessità di definire un mandato chiaro. Qualunque modalità prescelta dovrà in ogni caso essere inclusiva, condivisa con tutti i Paesi potenzialmente interessati a contribuire”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nell’informativa al Senato sull’Afghanistan.

Sui profughi. “Leggere la crisi afghana solo attraverso la lente del rischio migratorio è riduttivo. Sarebbe un errore anzitutto politico. Tuttavia, alla luce delle conseguenze che la situazione umanitaria potrebbe avere a breve-medio termine, è necessario garantire la massima condivisione europea dell’impatto migratorio. A fronte delle esitazioni di alcuni Stati membri, riteniamo necessaria una visione più ambiziosa e coraggiosa del ruolo che l’Unione può giocare, anche assumendo su di sé costi più elevati”.

Sui talebani. “Per poter proseguire nel nostro sostegno al popolo afghano, abbiamo convenuto che giudicheremo i talebani sulla base delle loro azioni e non delle loro dichiarazioni. Certo ciò che stiamo vedendo in Afghanistan non è affatto incoraggiante”.

Sulla sicurezza.  “L’esperienza afghana deve farci riflettere, soprattutto in quanto Paesi membri dell’Unione Europea e della Nato. Sono convinto che, come europei, dobbiamo poter disporre di capacità operative per fronteggiare le situazioni critiche che minacciano i nostri interessi e la nostra stabilità. A questo obiettivo stiamo lavorando, attraverso la messa a punto di una ‘Bussola Strategica’. Voglio dirlo con chiarezza: crediamo nella necessità dell’autonomia strategica europea, ma anche nella complementarità tra Politica di Sicurezza e Difesa Comune e Alleanza Atlantica. Tra i due aspetti non c’è contraddizione, ma sinergia”.

Sulle evacuazioni. “Conclusa l’emergenza, abbiamo ora avviato una fase nuova, di pianificazione e gestione della crisi. L’Italia continuerà ad aiutare gli afghani che intendano lasciare il Paese e ne abbiano titolo. Le operazioni dovranno naturalmente essere condotte in modo diverso, data la partenza definitiva dei contingenti militari e la chiusura, allo stato attuale, della nostra Ambasciata a Kabul. Ci stiamo muovendo su più fronti”.

Bandiera talebana sulle mura dell’ex ambasciata Usa a Kabul


Fonte: Repubblica

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