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Il tempo nel Mediterraneo è in peggioramento, i 572 naufraghi sono in condizioni psicofisiche difficili da gestire e soprattutto i kit di cibo preconfezionati bastano solo fino a domani. Da tre giorni in attesa di una risposta dal Viminale, l’equipaggio della Ocean Viking sollecita all’Italia l’assegnazione di un porto sicuro dove sbarcare i migranti soccorsi ormai da diversi giorni in diversi interventi.

“La situazione a bordo peggiora di ora in ora. Bisogna trovare immediatamente una soluzione. Nonostante cinque richieste di Pos inviate alle autorità marittime competenti, siamo tenuti all’oscuro di tutto – dice Luisa Albera, coordinatrice ricerca e soccorso di Sos Méditerranée a bordo della Ocean Viking -. Domani finiremo il cibo ed entro sabato non saremo in grado di soddisfare tutti i bisogni nutrizionali delle persone. Se non si trova una soluzione entro stasera, la Ocean Viking dovrà cercare riparo a est della Sicilia domani”.

Tenere in attesa i migranti sul ponte della nave, “esposti al sole e alle intemperie è disumano. Inevitabilmente, la tensione e la stanchezza sono al massimo a bordo. Ieri sera un uomo in forte stress psicologico si è buttato in mare. Ha spiegato il suo gesto disperato dicendo che avrebbe potuto resistere se avesse saputo quando lo sbarco sarebbe avvenuto, ma che non poteva più sopportare l’incertezza”. I team medico e di supporto osservano “un aumento del disagio psicologico e della stanchezza” tra le donne, i bambini e gli uomini. Uno dei due minori disabili “mostra segni di crescente rigidità del corpo a causa della riduzione dei movimenti fisici e ha dovuto essere trasferito nell’ambulatorio medico durante la notte. Bisogna fare presto”.

E a Lampedusa non si fermano gli sbarchi. Sono settanta i migranti arrivati, con sei diversi barchini, a partire dalla notte scorsa a Lampedusa. Tutti sono stati portati all’hotspot che dopo i dodici sbarchi di ieri era già al collasso e ospitava, nonostante il trasferimento di cento persone con il traghetto Cossydra, 950 migranti. Il primo barchino, a mezzo miglio dalla costa, è stato avvistato dalla Guardia di finanza. A bordo c’erano quattro siriani. A 7 miglia, sempre le Fiamme gialle hanno intercettato un’imbarcazione di 6 metri con a bordo undici tunisini e poi, all’imboccatura del porto, è stata agganciata una barca  con quattordici tunisini.

In mattinata – ed è stato il quarto sbarco – una motovedetta della Finanza ha bloccato un’imbarcazione con tredici tunisini e poi un’altra con quattordici. A metà mattinata, la Capitaneria di porto – a 16 miglia dalla costa – ha intercettato e bloccato un barcone, il sesto della giornata, con altri quattordici tunisini, fra cui una donna.

Fonte: Repubblica

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