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123728908 75beadd6 0fe8 4d86 9ae3 1e1b872b64f4 - Attacco aereo di Israele nel sud del Libano per rispondere ai razzi. Gantz: "Un avvertimento a Teheran"

TEL AVIV. L’esercito israeliano questa notte ha effettuato un attacco via aerea contro obiettivi nel Sud del Libano, in risposta al lancio di razzi ieri verso Israele. Si tratta di una tipologia di attacco estremamente rara: dal raggiungimento del cessate il fuoco dopo la seconda guerra con il Libano nel 2006, solo una volta, nel 2013, Israele aveva risposto con i caccia militari a lanci di missili sporadici provenienti dal Paese dei Cedri. Secondo l’emittente Al-Manar di Hezbollah, il raid ha colpito un’area disabitata nel villaggio di Mahmoudiya nel distretto di Marjayoun, una decina di chilometri a nord del confine con Israele.

In un’intervista oggi al sito Ynet, il ministro della Difesa Benny Gantz ha affermato che l’attacco nella notte era un “segnale, perché è chiaro che siamo in grado di fare molto di più e speriamo che non ci trascinino in questa direzione”. Il segnale è all’Iran “che pone una sfida su più fronti a Israele, con le sue forze in Libano, Gaza, Siria, Iraq e Yemen”, ha continuato Gantz, definendo Teheran “un problema globale” e sostenendo che Israele “è militarmente pronta ad attaccare”. Le dichiarazioni di Gantz fanno eco a quelle del premier Naftali Bennett nei giorni scorsi secondo cui Israele “sta lavorando sul fronte diplomatico per coinvolgere il mondo, ma allo stesso tempo siamo anche in grado di agire da soli” e giungono nel giorno in cui il nuovo presidente iraniano Ebrahim Raisi presta giuramento al Parlamento, di fronte a delegazioni straniere, tra cui un rappresentante dell’Unione Europea e il capo di Hamas Ismail Haniyeh arrivato per l’occasione da Doha.

Ieri, tre razzi erano stati lanciati verso il territorio israeliano, uno dei quali ha colpito un’area disabitata nella città di Kiryat Shmona, provocando un massiccio incendio che si è propagato fino alla notte. Israele aveva risposto con colpi di artiglieria in tre occasioni nel corso della giornata.

L’attacco notturno è avvenuto poco dopo che Ned Price, il portavoce del Dipartimento di Stato Usa aveva condannato “il lancio di missili contro Israele da parte di gruppi armati in Libano”, ribadendo il diritto di Israele a difendersi contro attacchi di questo genere.

Hassan Diab, il primo ministro libanese dimissionario, ha comunicato oggi che Beirut si appellerà al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perché metta fine all’aggressione israeliana sul territorio sovrano libanese, in violazione della Risoluzione 1701, entrata in vigore 15 anni fa per cessare la guerra tra i due Paesi. Ieri l’Unifil, la forza di interposizione Onu dispiegata nel Sud del Libano in virtù nella stessa risoluzione, ha annunciato di essere “in contatto con le parti, esortandole a mantenere il cessate il fuoco”. 

Il portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato che l’incidente di ieri “come molti altri, rafforza la necessità di implementare attivamente la Risoluzione 1701”. Entro il 31 agosto, il Consiglio di Sicurezza dovrà votare per l’estensione del mandato annuale di Unifil.

Israele dal canto suo lamenta la mancata implementazione della risoluzione, secondo la quale le uniche forze armate dispiegate nel sud del Libano dovrebbero essere l’esercito libanese e Unifil, e da anni chiede un aggiornamento delle regole di ingaggio dei caschi blu, in particolare inserendo la possibilità di condurre perquisizioni a sorpresa in proprietà legate a Hezbollah. 

Anche a fine luglio 2020 il confine nord era stato al centro di un rischio di escalation, a seguito di un tentativo di infiltrazione di uomini armati dal Libano, attribuito a Hezbollah, che aveva portato a uno scambio di fuochi. Il deterioramento della crisi politica ed economica in Libano a seguito dell’esplosione al porto di Beirut l’anno scorso ha ridotto il livello dello scontro alla luce del sole tra Israele e Hezbollah. Negli ultimi tre mesi si sono verificati cinque episodi di lanci di razzi dal Libano, e Israele in ogni occasione ha risposto con colpi di artiglieria in aeree disabitate, indicando come responsabili fazioni palestinesi attive nei campi profughi nel sud del Libano in sostegno a Hamas durante e dopo l’ultimo conflitto con Gaza di maggio, senza menzionare un coinvolgimento di Hezbollah. 

L’ultimo episodio avviene in giorni di rinnovata tensione mediorientale a seguito della degenerazione della guerra delle ombre sul fronte marittimo tra Israele e Iran, dopo l’attacco alla petroliera Mercer Street la settimana scorsa, che ha causato due vittime dell’equipaggio di cittadinanza romena e britannica, attribuito a Teheran da Israele, Stati Uniti, Inghilterra e Romania, che hanno comunicato di essere coordinate per una reazione comune.

Fonte: Repubblica

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