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Radovan Karadzic, l’ex leader dei serbi di Bosnia condannato in appello all’ergastolo nel marzo 2019 per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, lascerà il centro di detenzione delle Nazioni Unite all’Aja, nei Paesi Bassi, e finirà di scontare la propria pena in un carcere in Gran Bretagna. “Radovan Karadzic – ha sottolineato il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab in una dichiarazione pubblicata oggi dal sito del Foreign Office – è una delle poche persone riconosciute colpevoli di genocidio. E’ stato responsabile del massacro di uomini, donne e bambini a Srebrenica e ha aiutato a imporre l’assedio di Sarajevo grazie ad attacchi senza rimorsi sui civili”.  “Noi – prosegue il ministro del governo di Boris Johnson – dobbiamo essere orgogliosi di come il Regno Unito, dal supporto dato per assicurarne l’arresto fino alla disponibilità della cella della prigione dove ora egli sarà recluso, abbia sostenuto per 30 anni il perseguimento della giustizia contro questi crimini efferati”.

Come nel caso di altri imputati condannati dalla giustizia internazionale, il Paese di detenzione viene deciso dalla Corte penale internazionale sulla base della disponibilità dei governi che ne sostengono le attività e talora delle richieste dei detenuti. E può variare nel tempo, con trasferimenti da una nazione all’altra.

Karadzic, 75 anni, psichiatria di formazione, fu arrestato a Belgrado, mentre viaggiava a bordo di un autobus, il 21 luglio 2008 al termine di una lunga e rocambolesca latitanza condotta in Serbia sotto falso nome (Dragan Dabic) e favorita da appoggi, coperture e protezioni. Il processo all’Aja iniziò nel 2009. Nel 2016 venne condannato a 40 anni di carcere per le atrocità commesse a Srebrenica (8 mila musulmani massacrati), a Sarajevo (assediata per oltre tre anni) e nel resto della Bosnia-Erzegovina, comprese uccisioni deportazioni, persecuzioni, torture, durante la guerra del 1992-1995 nel Paese balcanico. Due anni fa la sentenza definitiva dei giudici del Meccanismo residuale internazionale per i Tribunali criminali, l’organismo subentrato al Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi), che avevano aumentato la pena.

Nato a Savnik, in Montenegro, nel giugno del 1945, si trasferì poi a Sarajevo, dove si laureò in Medicina. Aspirante poeta, fu incoraggiato ad entrare in politica dall’intellettuale nazionalista serbo Dobrica Cosic. Nel 1990 fonda il Partito democratico serbo e due anni dopo, quando la Bosnia Erzegovina diventa uno Stato indipendente, proclamò la creazione della Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina (poi Republika Srpska), con capitale Sarajevo, e ne divenne presidente. Fonte: Repubblica

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